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Dopo 35 anni cambia gestione uno storico negozio del lungomare

Dopo 35 anni di attività, ci saluta la titolare di un pezzo storico del commercio di Cesenatico

Dopo 35 anni di attività, ci saluta la titolare di un pezzo storico del commercio cesenaticense il “Bus Stop 8” di viale Carducci. Quando “la Jone” aprì nel lontano 1982 insieme al marito Pio, il negozio era un franchising “Fiorucci” e la giovane coppia si lanciava con entusiasmo in un’attività nuova e sconosciuta. Nei primi anni il “Bus Stop” vestiva uomo e donna, anni in cui il commercio era totalmente diverso da ora.

“Aprivamo la mattina e chiudevamo a tarda notte senza pause. In negozio era un continuo viavai di clienti e curiosi, italiani e stranieri.- racconta Jone con soddisfazione - I primi giorni di pioggia poi, ci hanno incredibilmente stupito, perché richiedevano la gestione di una quantità di lavoro incredibile e incassi a cui non eravamo preparati!” Poi la boutique ha delineato sempre di più il proprio stile, inserendo ditte di campionario e accessori, secondo il gusto personale e divertente di Jone.
 
Oggi le dinamiche del commercio nel settore moda sono molto cambiate, ma il “Bus Stop”  rimane un punto di riferimento storico nel panorama dell’abbigliamento a Cesenatico e dintorni, difficilmente sconosciuto a tutte quelle donne che hanno dai 30 ai 60 anni e amano “vestirsi”.
 
Un sorriso, un consiglio spensierato, il tempo di una confidenza, di un’attenzione sincera. In tanti anni di lavoro appassionato, il rapporto con molte clienti si è spesso evoluto e trasformato in una buona amicizia. “Quello che mi mancherà più di tutto, sarà il contatto giornaliero con le mie clienti e amiche, che mi auguro di continuare a coltivare nel tempo – confida Jone – perché la bellezza di questo lavoro è stare insieme alle persone ogni giorno e cogliere, da ognuna di loro, il lato più speciale”.
 
Tanta pazienza, molte chiacchiere, qualche arrabbiatura. Come quando all’incirca nel 1990 il negozio è stato completamente ripulito dai ladri. Ma la voglia di rimettersi in gioco ogni anno in primavera con sempre più entusiasmo non ha mai abbandonato Jone.

“Ho vissuto l’inizio di ogni stagione come un risveglio delle energie, un ritorno alla carica con la curiosità di scoprire le collezioni, la fantasia di creare le vetrine e gli allestimenti, la voglia di riabbracciare le mie clienti” racconta Jone. 

“Fare la stagione, per di più prolungata come la mia, ha voluto anche dire fare tanti sacrifici negli anni, sia per me che per mio marito, che mi ha sempre affiancato nelle scelte con nostra figlia Giulia. E’ arrivato il momento anche per noi di goderci le sere d’estate, il tempo libero, i ritmi lenti, le vacanze e il mare al tramonto...” sorride.
 
Il negozio rimarrà proprio lì al civico 137 con le ditte di abbigliamento di sempre. E le più “fortunate” potranno qualche volta incontrare al suo interno insieme a Chiara, la nuova negoziante, anche “la Jone” intenta a ricordarvi ancora una volta “vestirsi è un gioco,  non me lo fate diventare un lavoro”. 

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