Un dolce in onore della Grande Malatestiana: torna il Malatesta Novello

Nel 1477, dopo la morte di Malatesta Novello avvenuta nel 1465, i panificatori cesenati erano 33 tra cui due ebrei, specialisti in pane azzimo e altre preparazioni

Ambasciatori gustosi della Grande Malatestiana. Da mercoledì l'associazione I Forni Malatestiani (a cui aderiscono sei panificatori cesenati associati alla Confartigianato cesenate, presieduti da Roberto Reggiani) ripropongono il dolce Malatesta Novello in occasione della inaugurazione della Grande Malatestiana che avverrà sabato. Il dolce Malatesta Novello è a base di ciambella, mele e pinoli. Ai clienti verrà distribuito con la spesa e insieme al dolce anche un depliant illustrativo con la storia del fornai di Cesena al tempo di Malatesta Novello signore di Cesena, svolta da Gabriele Papi.

Nel 1477, dopo la morte di Malatesta Novello avvenuta nel 1465, i panificatori cesenati erano 33 tra cui due ebrei, specialisti in pane azzimo e altre preparazioni. Sabato alla 12, in occasione del taglio del nastro della rinnovata sede della Biblioteca verranno offerti omaggi preparati dall'associazione Forni Malatestiani. Una ‘dolcioteca’ di delizie malatestiane è stata in questi anni proposta dei panificatori aderenti all’associazione I forni malatestiani, costituita da sei panifici artigianali aderenti a Confartigianato che opera come un club di creatori di delizie per il palato. Si tratta di Roberto Reggiani (Panificio Bolognese), Luca Lombardi (Fratelli Lombardi), Daniele Strada (Panificio Moderno), Luca Ceccarelli (panificio Bartoletti di San Vittore), Gianni Sbrighi (Panificio Sbrighi), Claudio Di Maria (Piccolo Forno Francese) i sei forni alfieri del sodalizio, affiancati dalla coordinatrice dell'associazione Chiara Ricci e dal vicesegretario Giampiero Placuzzi.

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"Da anni - rimarca Reggiani - siamo uniti sotto l’egida di questo marchio che rappresenta l’unione tra cultura locale di alto pregio con riferimento esplicito alla feconda stagione della signoria del Malatesta e tradizione popolare.Il nostro obiettivo è di far conoscere i prodotti tipici del territorio, realizzando iniziative ed eventi culturali di natura gastronomica". "In questa cornice abbiamo realizzato una serie di dolci malatestiani ad opera dei panificatori sulla base di ricerca storica e confronto continuo. Li abbiamo chiamati dolci malatestiani, perché frutto di ricerche e di indagini su quelli che potevano essere i dolci all’epoca della signoria di Malatesta , premesso che nel XV secolo non esistevano i lieviti, i sistemi di preparazione erano diversi".

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