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95 attività attive ogni mille abitanti: l’imprenditorialità in provincia è diffusa

Al 30 settembre nella provincia di Forlì-Cesena si contano 50.936 localizzazioni registrate (45.394 attive) e 42.594 imprese registrate (37.295 attive)

L’imprenditorialità in provincia è particolarmente diffusa: 98 imprese attive ogni 1.000 abitanti (91 imprese a livello regionale e 85 a livello nazionale). E' quanto emerge dai dati diffusi da Unioncamere – Infocamere, al 30 settembre: nel sistema Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) si contano 99.810 localizzazioni registrate (88.730 attive), di cui 82.215 imprese registrate (71.731 attive). Nel terzo trimestre del 2017 si sono verificate 779 iscrizioni e 742 cancellazioni (al netto di quelle d’ufficio) per un saldo positivo di 37 unità. Il tasso di crescita trimestrale delle imprese registrate risulta pertanto stabile, attestandosi a +0,05% (+0,06% al netto dell’agricoltura), valore lievemente inferiore al dato regionale (+0,15%) e nazionale (+0,30%).

Nel confronto tendenziale con il 30 settembre dello scorso anno si riscontra un calo delle imprese attive pari allo 0,8% (-0,6% escludendo il settore agricolo), sostanzialmente in linea con la variazione negativa regionale (-0,9%), mentre una certa stabilità caratterizza l’Italia (-0,1%). Sebbene le imprese attive siano in flessione in termini tendenziali, positiva appare la stabilizzazione del trend. Le relative diminuzioni annue risultano, infatti, inferiori al punto percentuale, sia alla fine del trimestre in esame sia al termine dello stesso periodo del 2016, a differenza delle rispettive variazioni intercorse tra il 2013 e il 2015 (tra l’1,5% e il 2,0%).

Per quel che riguarda i settori economici, i principali risultano, nell’ordine commercio (24,1% sul totale delle imprese attive), in calo dell’1,2%, costruzioni (14,7%), in calo dell’1,6%, agricoltura (12,9%), in flessione del 2,1%; Alloggio e ristorazione (10,5%) risulta stabile. Industria manifatturiera (8,7%) e attività immobiliari (7,7%) sono in diminuzione rispettivamente dell’1,1% e dello 0,6%. Si segnala la dinamica positiva dei settori “Attività professionali, scientifiche e tecniche” (incidenza del 3,3% sul totale, con una crescita dello 0,4%), “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (incidenza del 2,7%, +4,9%), “Attività artistiche, sportive, d’intrattenimento” (incidenza del 2,3%, +1,3%), “Servizi d’informazione e comunicazione” (incidenza dell’1,8%, +1,8%) e le “Altre attività di servizi” (incidenza del 4,6%, +1,1%). Per quanto concerne la natura giuridica, più della metà delle imprese attive (il 56,1%) sono imprese individuali, seguono le società di persone (23,8%) e le società di capitale (17,8%), unica forma giuridica in aumento (+2,4%) come si riscontra, peraltro, negli altri territori di riferimento (Emilia-Romagna e Italia).

"Il nostro territorio è caratterizzato da un sistema imprenditoriale dinamico e articolato, con imprese di dimensioni e strutture diverse e che vede ben rappresentati tutti i principali settori economici - dichiara Fabrizio Moretti, Presidente della Camera di commercio della Romagna – Forlì-Cesena e Rimini -. La Camera di commercio, tenendo conto di questa eterogeneità, è impegnata a migliorarne la competitività con azioni mirate alle diverse esigenze delle varie tipologie di imprese, a partire da quelle di piccole dimensioni e che operano con riferimento al mercato locale e nazionale fino a quelle più strutturate e interessate a processi di internazionalizzazione. Il denominatore comune dell’azione della Camera è quello di accompagnare il maggior numero possibile di imprese in percorsi di innovazione".

Il sistema imprenditoriale

Al 30 settembre nella provincia di Forlì-Cesena si contano 50.936 localizzazioni registrate (45.394 attive) e 42.594 imprese registrate (37.295 attive). L’imprenditorialità in provincia è particolarmente diffusa: 95 imprese attive ogni 1.000 abitanti (91 imprese a livello regionale e 85 a livello nazionale). Nel periodo luglio-settembre 2017 si sono verificate 375 iscrizioni e 381 cancellazioni (al netto di quelle d’ufficio) per un saldo negativo di 6 unità; il tasso di crescita trimestrale delle imprese registrate è prossimo alla parità (-0,01%), lievemente inferiore al dato regionale (+0,15%) e nazionale (+0,30%). Nel confronto con lo stesso periodo del 2016 si riscontra un calo delle imprese attive dell’1,1% (-0,9% escludendo il settore agricolo), in linea con la variazione negativa regionale (-0,9%), mentre risulta stabile il dato nazionale (-0,1%).

Riguardo ai principali settori economici si trovano, nell’ordine, il Commercio (22,2% sul totale) con una flessione dell’1,6% delle imprese attive rispetto al 30 settembre del 2016, l’agricoltura (incidenza 18,0%, -2,2%), le Costruzioni (incidenza del 15,1%, -1,5%) e il manifatturiero (incidenza pari al 9,7%, -1,6%). Si segnala la dinamica positiva dei settori “Attività professionali, scientifiche e tecniche” (incidenza del 3,3% sul totale, con una crescita del 2,3%), “Noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese” (incidenza del 2,4%, +4,0%), le “Attività artistiche, sportive, d’intrattenimento” (incidenza dell’1,7%, +1,1%) e le “Altre attività di servizi” (incidenza del 4,9%, +1,7%). Riguardo alla natura giuridica spiccano le imprese individuali (58,3% sul totale), seguite dalle società di persone (22,0%). Le società di capitale (17,0%) sono l’unica forma giuridica in aumento (+1,8%), così come negli altri territori di riferimento (Emilia-Romagna e Italia).

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