Emilia Romagna, l'export è in marcia. In calo prodotti agricoli, energetici, chimici e farmaceutici

Il dato trimestrale regionale è come sempre determinato soprattutto dai risultati sui mercati europei, apparsi in ripresa, ma la crescita sul mercato statunitense ha permesso un’accelerazione superiore

Nel quarto trimestre 2013, le esportazioni emiliano-romagnole hanno raggiunto un valore di 12.898 milioni di euro, facendo segnare un buon incremento (+4,4 per cento) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E’ quanto attestano i dati Istat delle esportazioni delle regioni italiane, ripresi da una elaborazione di Unioncamere Emilia-Romagna. Al contrario, le vendite nazionali all’estero sono solo leggermente aumentate (+0,7 per cento).

Il dato trimestrale regionale è come sempre determinato soprattutto dai risultati sui mercati europei, apparsi in ripresa, ma la crescita sul mercato statunitense ha permesso un’accelerazione superiore. Nell’anno 2013, tra gennaio e dicembre, le esportazioni regionali salgono a 50.788 milioni di euro, con un aumento del 2,6 per cento. Le vendite italiane sui mercati esteri sono invece rimaste stazionarie (-0,1 per cento). Nel 2013, le Marche registrano la maggiore crescita delle esportazioni (+12,3 per cento), mentre Sicilia (-14,8 per cento) e Sardegna (-15,5 per cento) accusano i cali più ampi.

Con l’eccezione della Lombardia (-0,1 per cento), l’andamento è risultato positivo e abbastanza omogeneo per le regioni che esportano maggiormente, che sono il Veneto (+2,8 per cento) e il Piemonte (+3,8 per cento), oltre all’Emilia-Romagna al terzo posto. Tra i settori principali, si segnalano i buoni risultati delle vendite dei mezzi di trasporto e della ceramica e vetro (+7,7 per cento per entrambi). La tendenza positiva ha prevalso quasi ovunque, con una crescita superiore al 5 per cento. Restano poco più che stabili le esportazioni dell’alimentare, mentre arretrano quelle dei prodotti agricoli ed energetici, chimici e farmaceutici.

Nel complesso del 2013, risaltano invece i successi dell’industria alimentare (+6,7 per cento) e della ceramica e vetro (+5,4 per cento), mentre al contrario si segnalano l’arretramento delle vendite estere dei prodotti energetici, della chimica e farmaceutici (-2,6  per cento) e la debolezza dei mezzi di trsporto (-1,0 per cento). Le destinazioni Sale bene (+3,7 per cento) l’export destinato ai mercati europei, pari al 62,6 per cento del totale. La ripresa è più forte nei paesi dell’Unione europea (+4,0 per cento). Tira il mercato tedesco (+6,5 per cento) ed è notevole il successo su quello polacco (+10,1 per cento). Grande il risultato sui mercati americani, trainato dal successo su quello statunitense (+21,1 per cento), mentre resta contenuto il tono della crescita sui mercati asiatici (+4,5 per cento).

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La recessione europea ha pesato sui risultati dell’intero anno 2013. Le esportazioni regionali sui mercati europei non vanno oltre un +0,3 per cento, sostenute da buoni incrementi sui mercati russo, turco e del Regno Unito. La crescita sui mercati asiatici è contenuta anche sui dodici mesi (+5,0 per cento). Il successo delle esportazioni regionali nel 2013 si quindi è costruito sui mercati americani: quello, fondamentale, degli Stati Uniti (+14,0 per cento), e quello, di prospettiva, del Brasile (+10,3 per cento).

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