Boccata d'ossigeno per il commercio: le vendite si impennano nei giorni prenatalizi

Lo dichiara il direttore della Confesercenti Cesenate, Graziano Gozi, commentando la rilevazione telefonica effettuata il venerdì fra 120 operatori commerciali del territorio cesenate

Casabianca e Gozi

“Certamente non sarà ricordato dai commercianti come un grande Natale ma, viste le premesse, la situazione poteva consegnare dati più preoccupanti e deludenti. Occorre precisare che a inizio di dicembre gli incassi erano stati molto negativi mentre a ridosso delle festività c’è stato un buon recupero”. Lo dichiara il direttore della Confesercenti Cesenate, Graziano Gozi, commentando la rilevazione telefonica effettuata il venerdì fra 120 operatori commerciali del territorio cesenate volta a indagare l’andamento delle vendite natalizie.

“I dati riscontrati a consuntivo delle vendite natalizie – prosegue Gozi – confermano sostanzialmente le aspettative di vendita. I buoni incassi degli ultimi giorni e della settimana prenatalizia non permetteranno di salvare un anno difficile, ma rappresentano una boccata d’ossigeno per le imprese. Indagando i dati, il 21% dichiara vendite maggiori rispetto al 2012 (lo scorso anno era solo il 10%), il 52% uguali (41% nel 2012) ed il 27% minori (49% nel 2012)”. “Fra le imprese che hanno dichiarato un aumento delle vendite – spiega il direttore della Confesercenti Cesenate - il 52% ritiene che niente potrà condizionare le feste natalizie ed il 42% rileva che tradizionalmente c’è una concentrazione di acquisti in questo periodo”.

“Gli esercizi che hanno diminuito le vendite – continua Gozi - attribuiscono principalmente il dato alla peggiore situazione economica (81%) ed allo scarso potere di acquisto dei salari (10%)”. “Il 59% del campione intervistato - interviene il presidente della Confesercenti Cesenate, Armando Casabianca – ha segnalato l’impennata delle vendite negli ultimi giorni ed un ulteriore 37% nell’ultima settimana. Il miglior andamento segnalato è del comparto alimentare, con particolare interesse per i prodotti del territorio. Un fenomeno correlato ai tradizionali cenoni ma anche alla scelta di fare regali con prodotti alimentari di qualità. Positiva, specificamente per le giornate natalizie, anche la presenza nei ristoranti. “Si chiude un anno difficile per il commercio al dettaglio – dice Casabianca – dove alla indiscutibile difficoltà economica delle famiglie si associa un carico fiscale sulle imprese spropositato. A questo si aggiunge la componente psicologica. Aumentano, infatti, le preoccupazioni legate alla stabilità delle condizioni di lavoro in numerose famiglie e questo induce a ridurre i consumi. Il pagamento dell’IMU e della Tares nel periodo natalizio, inoltre, ha condizionato l’atteggiamento di molti consumatori”. “Per le categorie che hanno sofferto maggiormente in questa fase – conclude Casabianca – confidiamo ora nella possibilità offerta dai saldi di fine stagione che inizieranno il prossimo 4 gennaio. Una grande opportunità che molti consumatori stanno aspettando anche se sono sempre più numerose le attività commerciali che hanno avviato operazioni promozionali prima del Natale”.

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