Economia

Orogel diventa il primo operatore per i vegetali surgelati e nel settore salutistico

In mezzo ad un quadro economico che continua ad essere preoccupante, per quanto con segnali di ripresa, i numeri che sciorina Orogel relativi al 2015 vedono tutti segni positivi

In mezzo ad un quadro economico che continua ad essere preoccupante, per quanto con segnali di ripresa, i numeri che sciorina Orogel relativi al 2015 vedono tutti segni positivi. Verrebbe da dire che la crisi salta a piè pari gli stabilimenti di Pievesestina e a beneficiarne è l'economia del territorio, che per quanto riguarda il settore agro-alimentare, vede nell'Orogel un polo trainante.

Emerge quindi che sono stati venduti surgelati per un totale di 96mila tonnellate e che sono stati coltivati prodotti ortofrutticoli freschi per 145mila tonnellate nel sistema Orogel. Nonostante questi grandi numeri Orogel ha dovuto anche acquistare prodotti sul mercato dei vegetali per far fronte ai crescenti ordinativi. Questa volume di attività permette di dare lavoro a 1.590 soci che coltivano in campo aperto con sistemi di produzione integrata e biologica e a 2.594 dipendenti sparsi su tre siti produttivi (Cesena, Policoro e Ficarolo). Nel complesso le 10 società che compongono il gruppo Orogel hanno chiuso l'esercizio 2015 con un fatturato aggregato di 429 milioni.

SURGELATI – I surgelati di Orogel producono un fatturato di 196 milioni di euro (+8,9%), dando lavoro a 1.204 dipendenti (+47 unità), per un prodotto commercializzato in aumento del 6,7%. Dal 2009 il fatturato del “surgelato” è aumentato del 22%. Questo ha fatto sì che, dopo un lungo “testa a testa”, Orogel abbia superato nel settore vegetali il suo principale concorrente, Findus, imponendosi quindi come primo operatore in Italia: Orogel ha una quota di mercato del 13%, a cui si aggiungono le produzioni con altri marchi (i prodotti a marchio delle grandi catene distributive, come Coop, Conad etc) per il 9,16% dei surgelati venduti. Questo fa sì che Orogel nel suo sistema produca oggi il 22,16% deel totale dei surgelati vegetali venduti in Italia (+0.9% di quote di mercato), contro il 21,9% di Findus (-1,3%), secondo i dati diffusi da Orogel stessa.

Per alcuni particolari prodotti, dal quartier generale cesenate arrivano numeri da primato assoluto: le produzioni si passati di versdure di Orogel (a marchio proprio o per conto di altri) presidiano il mercato, coprendo il 77,5% delle vendite (+1,7%), oppure i carciofi surgelati che per il 53,6% provengono dagli stabilimenti di Ficarolo. Una particolare novità, poi, è nei prodotti surgelati che ricadono nel settore “benessere salutistico”: anche qui Orogel passa ad essere il primo operatore, con una fetta di mercato del 22,2% (in crescita del 7,8%) rispetto al 21% di un produttore tradizionale, come Valsoia e di Bonduelle (13,8%), sempre secondo i dati diffusi dal colosso dei surgelati cooperativo. Tutto questo in un contesto di mercato in cui i consumi alimentari non crescono.

IL MERCATO ITALIANO - In Italia nel 2015 il valore del mercato degli alimenti surgelati ha sviluppato un giro d’affari di circa 4,5 miliardi di euro. Le famiglie che lo scelgono sono oltre 24 milioni, con una penetrazione prossima al 97%.  L’acquisto medio si attesta intorno ai 17,4 kg con una frequenza (ossia atti di acquisto) di 24 volte l’anno, per una spesa media che supera i 79 euro. Seppure in crescita, i numeri italiani sono ancora distanti da quelli registrati nel resto d’Europa; in Inghilterra e Germania per esempio, il consumo pro capite supera i 45 kg.

“In questo quadro positivo tutto il Gruppo – così l’Amministratore Delegato Bruno Piraccini – è attento alle grandi trasformazioni, proprie del nostro tempo, in atto nel contesto economico a livello globale. Riteniamo che ogni sforzo debba essere messo in conto per intercettare il nuovo che avanza e per dare continuità e sostenibilità alle attività economiche e sociali del nostro Paese” 

INVESTIMENTI  - Infine, alcuni dati patrimoniali. Orogel presenta un patrimonio netto di 137 milioni (+9,6%), con un capitale immobilizzato di 114 milioni (+1,8%). I numeri positivi ricadono sui lavoratori, dal momento che il prezzo medio di liquidazione ai soci nel 2015 è accresciuto del +7% (indipendentemente dall'andamento “pazzo” del mercato dei prodotti ortofrutticoli), le giornate lavorate sono aumentate dell'8% e i premi di produzione ai dipendenti del 7,9%.

Orogel, dopo aver effettuato investimenti per 15 milioni di euro nel 2015, prevede di spenderne ulteriori 80 nel prossimo triennio, di cui 30 milioni nel nuovo sito produttivo di Cesena, 10 milioni per il potenziamento impianti con innovazione tecnologica per la surgelazione degli ortaggi, 7 milioni per la realizzazione di un nuovo sistema di alimentazione a temperatura controllata per accogliere e avviare immediatamente gli ortaggi freschi in arrivo dalla campagna nella linea di surgelazione; 15 milioni per il potenziamento dello stabilimento di Policoro, 10 milioni nel settore dei prodotti freschi Orogel Fresco e 8 milioni nello stabilimento di Ficarolo.

BILANCIO SOCIALE - “Un’azienda etica ha il dovere morale di sostenere iniziative di carattere sociale proprio su quella terra in cui affonda le sue radici”. È questo il principio che guida la scelta di Orogel di destinare il 5% del proprio utile a iniziative sociali rivolte, innanzitutto, al territorio romagnolo, ma che si sono via via ampliate con l’estensione dei confini in cui svolge la propria attività. In particolare, Orogel contribuisce concretamente a migliorare la qualità di vita nel territorio romagnolo attraverso la Fondazione Romagna Solidale, onlus che fa della solidarietà sociale la sua missione, sostenendo enti, onlus e associazioni del territorio che favoriscono la qualità della vita e l’accesso ai servizi delle fasce più deboli della popolazione.  Il Gruppo cesenate è anche tra i soci fondatori del Consorzio Romagna Iniziative, realtà che si occupa di sostenere e sponsorizzare progetti facenti capo al mondo dell'associazionismo locale, della cultura e dello sport giovanile, nella convinzione che la crescita sociale e culturale di un territorio rappresenti un tassello fondamentale per lo sviluppo economico dello stesso. “È molto importante che le aziende si uniscano fra loro – così l’Amministratore Delegato Bruno Piraccini – per sostenere il territorio e per creare un sano spirito di emulazione, utile per incidere maggiormente e dare organicità ai loro interventi a fini benefici e sociali.” 

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