Dal covid-19 alla Brexit: conseguenze negative sul commercio estero delle imprese

E' quanto emerge dall'analisi elaborata dalla Camera di Commercio del territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini.

Nel primo trimestre del 2020 nel territorio di Forlì-Cesena le esportazioni ammontano a 860 milioni di euro mentre le importazioni raggiungono quota 427 milioni di euro; il saldo commerciale (differenza tra esportazioni e importazioni) risulta pertanto positivo: +433 milioni di euro. Rispetto al primo trimestre del 2019 si riscontra una decisa diminuzione delle importazioni (-9,8%) e delle esportazioni (-4,3%). E' quanto emerge dall'analisi elaborata dalla Camera di Commercio  del territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini.

"L’economia, nel primo trimestre di quest’anno, è stata segnata solo in parte dalle conseguenze della pandemia da Covid-19 - dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna -, eppure gli effetti negativi sono evidenti e i dati dimostrano che il calo dell’export è pesante. Purtroppo, c’è da aspettarsi che i dati del secondo trimestre - fase più acuta del lockdown - siano in ulteriore peggioramento. Va ricordato, inoltre, che sulla regressione dell’export incidono anche le spinte protezionistiche di alcuni Paesi, le misure restrittive della UE verso la Russia e la Brexit, che ha avuto attuazione agli inizi dell’anno e che ha già causato risultati negativi nel nostro territorio. Vanno, pertanto, rinegoziati al più presto gli accordi tra U E e Gran Bretagna, stabilendo regole chiare e precise, per non rischiare di penalizzare ulteriormente le imprese italiane già provate dal periodo di emergenza pandemia".

Prosegue Zambianchi: "Va poi sottolineato che l’internazionalizzazione rappresenta sempre un fattore strategico per uno sviluppo stabile e in chiave innovativa del tessuto produttivo e, proprio per questo, la Camera della Romagna la inserisce sempre tra le proprie linee strategiche. Conseguentemente, la Camera si impegna annualmente per offrire servizi, contributi e attività di formazione rivolti, sia alle imprese che già operano in maniera strutturata sui mercati esteri, sia a quelle che intendono avviare e sviluppare nuove relazioni commerciali. In proposito, è in uscita il “Bando Promozione export e internazionalizzazione intelligente”, elaborato in collaborazione con il Sistema Camerale regionale e la Regione Emilia-Romagna, con uno stanziamento complessivo di un milione di euro per aiutare le imprese che esportano nel passaggio all’economia digitale ed accrescere la consapevolezza e l’utilizzo degli strumenti digitali a sostegno dell’export".

Nel confronto territoriale, inoltre, il calo dell’export risulta superiore sia alla variazione regionale (-2,4%) sia a quella nazionale (-1,9%). In provincia di Forlì-Cesena si concentra il 5,5% del totale dell’export dell’Emilia-Romagna (settima posizione, davanti a Rimini e Ferrara) mentre la variazione dell’export forlivese, tra le province regionali, si piazza al quinto posto (dopo quelle positive di Parma, Ravenna e Bologna e quella negativa di Piacenza). L’andamento negativo dell’export è dovuto alla diminuzione del valore esportato di alcuni dei principali prodotti; nel dettaglio: -4,7% i macchinari ed apparecchi meccanici (14,6% del totale), -5,8% gli apparecchi elettrici (7,8%), -20,0% gli articoli sportivi (7,5%) e -25,5% le calzature (6,2%). In aumento, invece, i prodotti in metallo (+5,9%, 14,9% dell’export), i prodotti dell’agricoltura (+3,5%, 10,3%), alimentari e bevande (+5,1%, 8,1%) e mobili (+2,7%, 7,0%); sostanzialmente stabili gli articoli in gomma e materie plastiche (+0,2%, 6,8%).

Risultano comunque in crescita le esportazioni verso il più importante mercato di sbocco rappresentato dall’Unione Europea (60,8% del totale): +1,4%, grazie in particolare ai due principali paesi di Germania (+8,2%) e Francia (+4,2%). In aumento, del 4,6%, anche l’export verso l’America settentrionale (7,8% del totale), grazie soprattutto agli Stati Uniti (+4,0%), mentre si assiste ad un sensibile calo dei flussi verso i Paesi europei non UE (-19,7%, 12,8%), complice una forte diminuzione verso il Regno Unito (-25,6%); in diminuzione, infine, anche le esportazioni verso l’Asia orientale (-9,4%, 7,2% dell’export).

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