Economia

Crisi senza fine per gli hotel: "In città - 40% di presenze. Rimuovere i divieti agli spostamenti"

“Il calo delle presenze durante il 2020 nella nostra città è stato di circa il 40%, come nel resto della regione"

Il 2020 per il settore alberghiero si è chiuso con un calo di fatturato importante che nelle città d’arte raggiunge punte di oltre il 70% rispetto all’anno precedente.

Chiusure obbligatorie imposte dai DPCM, blocchi alla mobilità tra Regioni e tra Comuni e chiusure delle attività del mondo della cultura hanno fortemente penalizzato il settore turistico ricettivo che, se formalmente potrebbe restare aperto, nei fatti non può farlo perché gli alberghi sono praticamente irraggiungibili alla clientela.

“Il calo delle presenze durante il 2020 nella nostra città è stato di circa il 40%, come nel resto della regione, ma oltre al dato statistico vi sono poi i bilanci delle imprese. Nel 2020 si sono avute buone presenze nei mesi pre-covid di gennaio e febbraio, che sono mesi di alta stagione per noi che abbiamo una clientela prevalentemente business, e una discreta presenza anche nei mesi estivi e autunnali fino ad ottobre, – puntualizza Simona Matassoni, presidente Assohotel Confesercenti Cesena –, ma le richieste di alloggio erano last minute e con tariffe fortemente scontate, e questo ha minato seriamente la marginalità del settore che, a differenza della riviera (dove l’offerta è orientata prevalentemente sul periodo estivo, quando il Covid sembrava sotto controllo), in tutto il 2020 non ha mai avuto un periodo pieno e soprattutto a tariffe non scontate. Inoltre dobbiamo ricordare che gli hotel a Cesena non hanno ristorazione interna e con la sola possibilità del delivery per ordinare pranzo o cena diventa tutto più complicato per i clienti. Il risultato è che chi non ha commesse urgenti rimanda le trasferte”.

Questa è l’analisi, in sintesi, della presidente cittadina di Assohotel che pone l’attenzione anche sull’insufficienza dei ristori per il settore alberghiero. Per questo motivo sarebbe utile trovare soluzioni anche sulla fiscalità locale e sulle tariffe dei servizi anche per gli anni 2021 e 2022. “Dai dati in nostro possesso non ci risultano contagi da Covid nelle strutture alberghiere appartenenti all’Associazione Albergatori di Cesena – continua la Matassoni in qualità di presidente dell’Associazione che raccoglie alcuni alberghi della città – perché sin dall’inizio le federazioni di settore, come Asshotel Confesercenti, hanno lavorato sulle linee guida per la sicurezza da contagi Covid che sono poi state sempre state rigidamente applicate per la salvaguardia dei clienti”.

“Per quanto riguarda il futuro è necessario far ripartire in sicurezza il settore, che offre lavoro a tantissime persone ed è trainante per l’economia del territorio – sottolinea il presidente di Confesercenti Cesenate Cesare Soldati –. I blocchi agli spostamenti tra regioni e tra comuni minano alla radice la ripartenza e non possono proseguire oltre. Devono essere rimossi i divieti agli spostamenti e bisogna puntare sul rispetto della prevenzione con rigide ed efficienti linee guida”. 

"Facciamo appello a tutti i corpi intermedi e alla politica affinché mettano in campo tutte le misure necessarie per salvaguardare il nostro settore. Al Comune di Cesena chiederei un ulteriore segnale di aiuto con la sospensione, anche per l’anno in corso, dell’imposta turistica" – conclude Simona Matassoni.

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