Crisi, la Confesercenti Cesenate a Roma per proporre soluzioni

E' in programma mercoledì a Roma, l’assemblea elettiva di Confesercenti nazionale che vedrà la partecipazione dei delegati di Confesercenti Cesenate e di tutte le altre Confesercenti del territorio per un confronto sui progetti di lavoro per i prossimi anni

E' in programma mercoledì a Roma, l’assemblea elettiva di Confesercenti nazionale che vedrà la partecipazione dei delegati di Confesercenti Cesenate e di tutte le altre Confesercenti del territorio per un confronto sui progetti di lavoro per i prossimi anni. La sessione pubblica avrà inizio nella mattinata con alcuni collegamenti dalle piazze di Milano, Napoli, Firenze, Messina, Roma e Bologna con alcuni imprenditori Confesercenti.

Sarà poi il turno del presidente nazionale Marco Venturi e di Flavio Zanonato, ministro delle attività produttive. Il tavolo di lavoro sulla situazione dell’economia e le strategie a favore delle imprese vedrà la partecipazione del ministro del lavoro Enrico Giovannini, di Marco Magnani della Banca d’Italia, di Sergio Anzani dell’Ocse e di Giacomo Vaciago dell’Università Cattolica di Milano. La delegazione di Confesercenti Cesenate interverrà per rappresentare le istanze delle imprese del territorio, scambiare opinioni e condividere problemi, soluzioni, opportunità.

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Come ha ricordato di recente il direttore di Confesercenti Cesenate, Graziano Gozi “la crisi che stiamo attraversando mette a dura prova tutto il sistema socio economico. Parliamo di migliaia di euro di rincari per ogni impresa in presenza di fatturati stagnanti o in calo. Come si fa ad andare avanti così? Come può una impresa investire sul futuro a queste condizioni? Su questo terreno già di per sé complesso e delicato si aggiunge quello di una burocrazia asfissiante. La professione è vendere un prodotto e gestire la propria attività commerciale. Per questi motivi sarebbe quanto mai opportuno ci fosse, da parte di tutti gli organi di controllo, una maggiore sensibilità e un’attenzione particolare per gli operatori di un settore che sta già soffrendo abbastanza e che resiste, con la consapevolezza di essere un pilastro dell’economia del Paese. Ci vuole buon senso”.

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