La crisi c'è, ma non per tutti. Coldiretti: "Stop ai furbetti della casta"

E' quanto denuncia il presidente di Coldiretti Forlì-Cesena Filippo Tramonti, riferendosi alle scelte che stanno per essere fatte a livello nazionale nell’attuazione della riforma della politica agricola comune per il periodo 2014-2020

"Grandi gruppi industriali, assicurativi e bancari, ma anche enti di diversa natura che non vivono certo di agricoltura sono l’élite intoccabile dei primi tremila italiani beneficiari di contributi che ricevono un importo di oltre mezzo miliardo di euro mentre si chiedono sacrifici a tutti gli italiani a partire dagli agricoltori". E' quanto denuncia il presidente di Coldiretti Forlì-Cesena Filippo Tramonti, riferendosi alle scelte che stanno per essere fatte a livello nazionale nell’attuazione della riforma della politica agricola comune per il periodo 2014-2020.

“E' una cosa inaccettabile - sottolinea Tramonti -. Si va ancora una volta a foraggiare una casta di intoccabili che rappresenta appena lo 0,2 per cento degli interessati dagli interventi di politica agricola che riceve però ben il 15 per cento delle risorse destinate all’agricoltura. Una rendita fondiaria e finanziaria che - precisa Tramonti - senza un deciso cambiamento nella programmazione nazionale rischia di essere mantenuta per i prossimi sette anni”.

"Molti di questi soggetti - prosegue - non contribuiscono alla previdenza agricola mentre altri nelle pieghe dell’attuale legislazione hanno creato società Spa ed Srl ad hoc per avere agevolazioni sull’Imu, sulla concessione edilizia, sull’acquisto dei terreni agricoli e anche sulle bioenergie facendo così concorrenza sleale al reddito e all’attività dei veri agricoltori. Ci auguriamo che in questo momento difficile per il nostro territorio e per tutto il Paese – è l'appello di Tramonti - nessuno abbia la follia di confermare questi insostenibili privilegi e ci si impegni invece per concentrare le poche risorse disponibili riservandole a chi lavora e vive di agricoltura svolgendo un vero ruolo ambientale, economico e sociale a favore di tutto il Paese. La lotta a tutte le rendite sembra finalmente rientrata nell’agenda della buona politica e di questo ce ne compiaciamo – conclude Tramonti - sono necessarie grandi discontinuità sui temi della giustizia e dell’equità sociale per troppo tempo negati dalla malapolitica”.

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