Crisi, come sta il cesenate? "Ha retto meglio di molti altri territori"

A conferma di questo, sono giunti di recente i dati presentati dalla Camera di Commercio durante la “giornata dell’economia”. Il territorio provinciale di Forlì – Cesena si conferma infatti secondo in Regione e ventunesimo su scala nazionale per tasso di imprenditorialità

In un contesto nazionale che offre, a pareri ormai unanimi, più di un segnale concreto di ripresa del comparto economico ed imprenditoriale, anche il territorio cesenate mostra segnali incoraggianti, che confermano le condizioni per uscire a tutti gli effetti dagli anni peggiori della crisi economica e che, soprattutto, mostrano come il nostro territorio – pur se messo a dura prova – sia stato capace di resistere, nel suo complesso, ben più di numerose altre aree del nostro Paese.
 
A conferma di questo, sono giunti di recente i dati presentati dalla Camera di Commercio durante la “giornata dell’economia”. Il territorio provinciale di Forlì – Cesena si conferma infatti secondo in Regione e ventunesimo su scala nazionale per tasso di imprenditorialità con 96,6 imprese attive ogni 1000 abitanti,  superando così la media nazionale, che si attesta ad 84,4 imprese ogni 1000 abitanti. 
La Provincia di Forlì – Cesena si conferma inoltre seconda in Regione anche per il reddito disponibile pro capite delle famiglie consumatrici con una quota di 21.481 euro. Dato che si colloca al sesto posto su scala nazionale – media nazionale a 17.307 euro.
 
Anche il rapporto Urbes 2015, elaborato da Istat, fornisce importanti dati statistici che confermano una visione incoraggiante per il nostro territorio. Il Comune di Cesena è stato infatti coinvolto da Istat con altri 28 comuni italiani nella strutturazione di un rapporto analitico sul benessere equo e sostenibile nelle città (Ur-B.E.S.) finalizzato all’individuazione delle misure più idonee a rappresentare il progresso del Paese e dei territori verso l’incremento del benessere dei cittadini. Dato che, ovviamente, viene affiancato a valori macroeconomici tradizionalmente utilizzati per la misura della crescita.  Questo genere di valutazione statistica a supporto delle decisioni è, come affermato da Istat, in linea con le più evolute esperienze a livello mondiale.
 
Entrando nel merito dell’analisi Istat, il livello di istruzione della popolazione cesenate rivela valori sopra la media rispetto agli ambiti regionali e nazionali. E’ più elevata sia la percentuale di popolazione di 20-64 anni che ha completato almeno un corso di scuola secondaria di II grado (62,1%, contro una media nazionale del 57,6%), sia quella di persone di 30-34 anni che hanno conseguito un titolo universitario (26,4%, contro una media nazionale del 23,2%). I residenti in età 18-24 anni con la licenza media non inseriti in un programma di formazione rappresentano solo il 12,9% a fronte del 17% a livello provinciale, regionale e del Nord Italia e del 18% della media nazionale; le persone di 15-29 anni che non lavorano e non studiano sono il 13,1% (contro una media nazionale del 22,5%). 
 
Il tasso di disoccupazione è cresciuto dal 2008 al 2013 di 5 punti percentuali (da 8,6 a 13,6 %), resta tuttavia ben al di sotto della tendenza regionale (+7,2%), del nord Italia (+5,9%) e nazionale (+6,1%).
 
Sostanzialmente invariato, anche se con andamento altalenante, il tasso di occupazione (nel 2004 70,3%, nel 2013 71,4%). Nel 2013 il livello occupazionale risulta superiore di 2,8 punti rispetto al nord Italia e di ben 11,6 punti rispetto alla media nazionale. Rimane in ogni caso elevato il divario di genere (79,8 l’occupazione maschile, 63,1% quella femminile). Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro, il tasso provinciale di infortuni mortali nel 2013 è pari a 2,9 casi ogni 100mila occupati, in diminuzione rispetto agli anni precedenti e inferiore sia rispetto al valore registrato al Nord (3,4) che a quello medio nazionale (3,6).
 
“Questi dati – commentano il Sindaco Paolo Lucchi e l’Assessore all’Innovazione e Sviluppo Tommaso Dionigi – non fanno altro che confermare l’immagine di un territorio coeso e capace di non fermarsi di fronte alle difficoltà. Siamo tuttavia perfettamente consapevoli che, pur essendo di fronte ad una buona risposta del territorio, gli sforzi per sostenere il tessuto produttivo ed imprenditoriale, non debbano certamente fermarsi. Per questo, come già annunciato, continueremo ad attuare le misure di sostegno al sistema delle nuove imprese e a lavorare con costante attenzione insieme alle associazioni dell’artigianato, del commercio e dell’industria per portare avanti quel percorso di miglioramento continuo che, da sempre, caratterizza il nostro territorio comunale”.

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