Come ripartire da una crisi aziendale: la storia dei dipendenti che ce l'hanno fatta

Ripartire da una crisi aziendale è possibile. Lo dimostrano le varie esperienze dei workers buyout, vale a dire dipendenti che hanno fatto il grande passo, creando una cooperativa e diventando titolari dell'attività per cui lavoravano

Nuova Edilspada

Ripartire da una crisi aziendale è possibile. Lo dimostrano le varie esperienze dei workers buyout, vale a dire dipendenti che hanno fatto il grande passo, creando una cooperativa e diventando titolari dell'attività per cui lavoravano. “Da dipendenti a proprietari – Gli strumenti cooperativi per la risoluzione delle crisi aziendali” è il convegno che Confcooperative Forlì-Cesena organizza giovedì nella sala convegni dell'Orogel (via Dismano 2600, Cesena) alle 14.45.  Negli ultimi anni in provincia di Forlì-Cesena ci sono stati diversi casi di workers buyout, storie che Confcooperative Emilia-Romagna ha raccontato nel volume “Futuro presente – Storie di lavoro ricreato”. Tra queste esperienze c'è quella della Nuova Edilspada di Cesena (edilizia). Ma i workers buyout si applicano anche a casi di rilancio aziendale, come è avvenuto per Laserpiù (cooperativa attiva nella produzione di attrezzature per lo sport e il wellness).

Ma come si diventa workers buyout? “Il passo, ovviamente, non è semplice – spiega Mirco Coriaci, direttore di Confcooperative Forlì-Cesena – prima di tutto servono forti motivazioni e la condivisione di un progetto comune da parte dei dipendenti che si apprestano a diventare cooperatori. Però non dimentichiamo che questa è una procedura di salvataggio e necessita quindi di un'operazione finanziaria”.
I soci sono chiamati a investire risorse proprie – in genere il Tfr e l'indennità di mobilità anticipata dall'Inps – ma il mondo cooperativo non li lascia certo soli: ci sono appositi fondi che integrano queste somme, le banche (in particolare Unicredit e le Bcc) sono partner creditizi attenti a questi processi e poi c'è l'affiancamento di Confcooperative. “Le crisi aziendali possono essere risolte con questi strumenti, garantendo occupazione e uno sviluppo aziendale - spiega ancora Coriaci -. Ai lavoratori che intraprendono questa strada è richiesto un cambio di mentalità, passare da dipendenti a proprietari di un'impresa non è così automatico come si possa pensare. Ma abbiamo notato come la passione per il proprio lavoro e la nuova responsabilità acquisita con la costituzione della cooperativa siano fonti di stimoli e motivazioni. Le difficoltà dell'economia persistono – conclude il direttore di Confcooperative Forlì-Cesena – e per questo abbiamo pensato di organizzare questo convegno: il lavoro si può ricreare e la cooperazione ha tutti gli strumenti che servono”.

Laserpiù, quando i dipendenti acquistano un pezzo d'azienda

"C'è un'azienda che viaggia col vento in poppa, come Technogym di Cesena, leader nel settore del wellness. Ma c'è anche un reparto della stessa, quello dedicato alla produzione di carpenteria metallica leggera e ribattezzato Laserpro, che non è più strategico e per questo si decide di venderlo. Infine ci sono i 22 lavoratori di quel reparto, i quali di finire alle dipendenze di un concorrente dell'azienda madre oppure di un fornitore, rischiando magari di rimetterci il posto, non ne vogliono sapere. - si legge nel volume “Futuro presente. Storie di lavoro creato” a cura del giornalista Elio Pezzi per Confcooperative Emilia-Romagna - Nasce da qui, nel febbraio 2013, Laserpiù Società Cooperativa di Cesena, dalla decisione di 5 dipendenti di acquistare direttamente il ramo d'azienda da Technogym puntando a diventarne i primi fornitori sul fronte della carpenteria metallica leggera e dei telai per attrezzature per palestra. I 22 addetti sono stati tutti riassunti, la metà di questi sono diventati soci-lavoratori con l'obiettivo di coinvolgere tutti i dipendenti associandoli alla cooperativa".

Nuova Edilspada, per ripartire anche nel disastrato settore dell'edilizia.

"Commesse non pagate, stipendi che arrivano col contagocce, avvio della cassa integrazione e liquidazione volontaria dell'azienda. Sono i presupposti dai quali scaturisce una rinascita come quella della Nuova Edilspada Cesena, la cooperativa fondata a inizio 2012 da quattro ex dipendenti della precedente impresa ormai al collasso, vittima di una drammatica crisi come quella che ha colpito il settore edilizio. “Come è possibile disperdere l'esperienza professionale maturata in vent'anni di lavoro?” si sono chiesti i 4 lavoratori in uno dei momenti più difficili di questa situazione. - racconta il libro - E così, da quella domanda e da quel desiderio di provare a ripartire, grazie all'affiancamento di Confcooperative e al sostegno di un partner finanziario come Credito di Romagna, è nata una nuova impresa cooperativa che oggi conta 7 addetti, tutti soci, e che punta sul mercato delle ristrutturazioni e della piccola cantieristica con l'obiettivo di continuare a garantire un lavoro a chi, altrimenti, ne sarebbe rimasto privo".

Il programma del convegno. Come anticipato, l'appuntamento con “Da dipendenti a proprietari – Gli strumenti cooperativi per la risoluzione delle crisi aziendali” è in programma giovedì 12 febbraio alle 14.45 nella sala convegni dell'Orogel (via Dismano 2600, Cesena). Dopo l'introduzione di Mirco Coriaci (direttore di Confcooperative Forlì-Cesena) e di Bruno Piraccini (presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena) interverranno Alessandro Viola (responsabile istruttoria e sviluppo di Cooperazione Finanza Impresa, società cooperativa partecipata dal Ministero dello Sviluppo Economico che investe nei workers buyout) e Pierpaolo Baroni (funzionario di Confcooperative). Il convegno sarà moderato da Giovanni Bucchi (giornalista di ItaliaOggi) e sono stati invitati a intervenire rappresentanti delle istituzioni pubbliche, enti, organizzazioni sindacali e istituti di credito.

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