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Lunedì, 23 Maggio 2022
Economia

Credito in provincia, crescono i prestiti verso le famiglie del 5,2%. Ma calano quelli concessi alle piccole imprese

In calo il tasso di deterioramento del credito, inteso come rapporto tra il flusso dei nuovi prestiti deteriorati nel periodo considerato e l’ammontare dei prestiti non deteriorati alla fine del periodo precedente

A fine anno 2021, nel territorio Romagna – Forlì-Cesena e Rimini, si registra un rallentamento del credito complessivo: nello specifico, aumenta nella provincia di Forlì-Cesena mentre diminuisce in quella di Rimini. A sospingere la crescita nella provincia forlivese sono soprattutto le famiglie mentre la flessione nella provincia riminese è causata dai prestiti alle imprese. Diversità provinciale che si riscontra anche nella qualità del credito, con una riduzione del tasso di deterioramento a Forlì-Cesena e una stabilità dello stesso a Rimini. In comune, invece, l’aumento del risparmio finanziario, grazie all’incremento sia dei depositi sia dei titoli a custodia. In netto calo, inoltre, le domande di prestito pervenute al Fondo di Garanzia.

I temi del credito e del risparmio sono monitorati attraverso una serie complessa di indicatori che tengono conto di numerose variabili; l’analisi che segue osserva, per ragioni di sintesi, i dati relativi solo ad alcuni dei principali aggregati, mentre per approfondimenti più completi si rimanda alle elaborazioni complete curate dalla Banca d’Italia.

“Il monitoraggio sistematico del credito contribuisce in modo significativo a delineare il quadro complessivo e puntuale della situazione economica. Il rapporto tra imprese e banche è da sempre un elemento strategico per l’equilibrio e lo sviluppo del nostro sistema sociale ed economico e il tema del credito e dell’accesso al credito delle imprese costituisce da sempre una priorità tra le linee di azione della Camera di commercio della Romagna – dichiara Alberto Zambianchi, presidente dell’Ente –. Per le imprese, soprattutto per quelle di piccole dimensioni e meno strutturate, la disponibilità di adeguate risorse finanziarie, per esigenze di liquidità e per gli investimenti, è di fondamentale importanza, sia per il superamento della crisi, sia per lo sviluppo della propria competitività. Così come le attività produttive rappresentano i ‘polmoni’ dell’economia, l’intermediazione finanziaria è il ‘cuore’ che pompa il sangue agli organi vitali. Anche per quest’anno, la Camera ha, pertanto, inserito tra le proprie priorità il supporto al ‘credito garantito’, per il quale nei cinque anni di mandato, ha stanziato una somma complessiva di euro 4.227.000 euro, per la concessione di contributi a fondo perduto diretti alle imprese per finanziamenti garantiti dalle Cooperative di garanzia Fidi e per il sostegno ai Confidi stessi. Non si sono mai interrotte, inoltre, le attività per la diffusione della cultura della finanza d’impresa, soprattutto a beneficio delle più piccole”.

Prestiti e risparmio finanziario – provincia di Forlì-Cesena

In base ai dati provvisori della Banca d’Italia (Ufficio Ricerca Economica di Bologna), in provincia di Forlì-Cesena, al 31/12/2021 i prestiti totali ammontano a 11.359 milioni di euro (8,3% dell’Emilia-Romagna), così suddivisi: 59,8% alle imprese, 36,5% alle famiglie e 3,7% ad altri soggetti (società finanziarie, enti pubblici, istituzioni senza scopo di lucro).

Rispetto al 31 dicembre 2020 si rileva un incremento del 2,0% dei prestiti concessi (+1,8% a livello regionale); nel dettaglio, aumentano i prestiti alle imprese dell’1,4%, grazie alla variazione positiva di quelli alle medio-grandi (+2,3%) mentre calano quelli alle imprese piccole (-2,1%). In crescita anche i prestiti verso le famiglie del 5,2%, con una variazione annua che risulta essere la più alta dall’inizio della fase emergenziale. Riguardo ai prestiti alle imprese, si registra un incremento sostanziale verso il macrosettore dei servizi (+6,9%) e, contestualmente, una diminuzione verso il manifatturiero (-2,3%) e le costruzioni (-5,4%).

In calo il tasso di deterioramento del credito, inteso come rapporto tra il flusso dei nuovi prestiti deteriorati nel periodo considerato e l’ammontare dei prestiti non deteriorati alla fine del periodo precedente (calcolato come media annua trimestrale): 1,2% nel quarto trimestre 2021, rispetto all’1,4% fatto segnare nel quarto trimestre 2020.

Per ciò che riguarda il risparmio finanziario, in provincia, al 31/12/21 l’ammontare risulta di 19.232 milioni di euro (7,3% dell’Emilia-Romagna): il 66,2% è costituito dai depositi bancari, il restante 33,8% dai titoli a custodia.

Rispetto al 31 dicembre 2020 si riscontra una crescita del risparmio totale del 5,5% (+6,0% in regione), grazie all’aumento sia dei depositi (+6,8%) sia degli investimenti in titoli (+3,1%); quest’ultimi si contraddistinguono per la decisa variazione positiva di quelli gestiti dagli Organismi di investimento collettivo del risparmio, che rappresentano il 56,3% dei titoli in portafoglio (+15,4% annuo), a cui si contrappone quella negativa degli investimenti in titoli di Stato (-8,9%).

In relazione al Fondo di Garanzia per le PMI, a seguito dei provvedimenti adottati per fronteggiare la crisi economica aggravata dall’emergenza sanitaria, in un lasso temporale che copre circa due anni, è stato registrato un netto aumento delle domande pervenute, rispetto al periodo pre-covid.

In sintesi, tra il 21 marzo 2020 e il 21 febbraio 2022, nella provincia di Forlì-Cesena sono state registrate 22.152 operazioni di finanziamento (9,0% del totale regionale), di cui il 42,2% riferite ai prestiti entro i 30mila euro, per un importo finanziato pari a 2.113 milioni di euro (95mila euro come importo finanziato medio). Tali operazioni, nel periodo considerato, sono state pari a 61 ogni 100 imprese attive (61 anche in Emilia-Romagna, 51 in Italia).

L’anno appena trascorso, comunque, è stato caratterizzato da una minore domanda di credito, assistito da tale garanzie, rispetto a quella che vi era stata nell’anno di scoppio della pandemia; infatti, nel 2021 si riscontrano 7.866 domande complessive pervenute, contro le 13.349 del 2020, con una diminuzione del 41,1%.

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