Credito Cooperativo, assemblea senza la presenza fisica dei soci: il 2019 si chiude in utile

Nel corso dellassemblea il presidente Valter Baraghini e il direttore generale Giancarlo Petrini presenteranno brevemente i dati del Bilancio 2019 che sono stati anticipati ai soci per le opportune valutazioni

Si svolgerà sabato alle 14,30 a Cesena nella sede della banca, l’Assemblea di Bilancio del Credito Cooperativo Romagnolo. Un’assemblea che si svolgerà con modalità diverse rispetto agli anni precedenti per effetto dei provvedimenti restrittivi connessi all’emergenza epidemiologica da Covid-19. Un’assemblea che per la prima volta si svolge quindi senza la presenza fisica dei soci, così come disposto dal Decreto legge 18/2020 che ha esteso anche alle cooperative la possibilità di convocare le assemblee mediante il ricorso al rappresentante designato. 

Il rappresentante designato è un professionista, con competenze e struttura adeguata a tale incarico, nel caso specifico dell’assemblea del Credito Cooperativo Romagnolo il notaio Marco Maltoni di Cesena, a cui i soci nei giorni precedenti all’assemblea hanno conferito la propria delega per essere rappresentati ai lavori assembleari ed esprimere il proprio voto sui vari punti all’ordine del giorno. Ovviamente a beneficio dei soci, nelle settimane precedenti, erano state messe a disposizione, con accesso riservato, tutte le informazioni necessarie. Nel corso dellassemblea il presidente Valter Baraghini e il direttore generale Giancarlo Petrini presenteranno brevemente i dati del Bilancio 2019 che sono stati anticipati ai soci per le opportune valutazioni.

2Il 2019 è un anno che rimarrà nella storia del Credito Cooperativo perché il 4 marzo dello scorso anno è stata formalmente perfezionata la costituzione del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea – afferma il presidente Baraghini – che consente a tutte le Bcc aderenti e quindi anche al Credito Cooperativo Romagnolo, di avere un assetto più strutturato, di fruire di prodotti, servizi e soluzioni di elevato standing, oltre a perseguire livelli di efficienza e solidità richiesti dalle Autorità di Vigilanza".

Il direttore generale Petrini evidenzia come gli elementi di rilievo che hanno caratterizzato la gestione del 2019, possano essere individuati nella prosecuzione dell’azione di “de-risking” del comparto del credito, nel mantenimento dei livelli dei ricavi e di contrazione dei costi (al netto delle spese di avvio e costituzione del gruppo bancario) mediante una razionalizzazione delle spese e interventi concordati sul personale, oltre allo sviluppo dei rapporti sia sotto il profilo numerico con gli oltre 7mila soci e più di 35mila clienti, sia sotto l’aspetto qualitativo delle relazioni per continuare ad essere la banca di riferimento per il territorio e le comunità locali.

Per quanto riguarda i numeri del 2019, il direttore generale Petrini si sofferma sui dati principali evidenziando come la raccolta complessiva superi 1,2 miliardi di euro in incremento dell’5,4% rispetto allo scorso anno, grazie anche all’azione di consulenza e di ricomposizione dei risparmi della clientela che hanno privilegiato le soluzioni del Risparmio gestito, il quale cresce su base annua del 10,2%. Il comparto degli impieghi si attesta a 625,6 milioni di euro, sulle stesse posizioni dello scorso anno, nonostante la significativa riduzione del credito deteriorato, quest’ultimo diminuito del 19%.

Sotto il profilo economico, il direttore Petrini evidenzia come tutto il sistema bancario sia interessato da una decisa contrazione del Margine di interesse per effetto delle dinamiche dei tassi, un trend che deve essere compensato dall’incremento dei ricavi da servizi e operazioni finanziarie. Il Credito Cooperativo Romagnolo chiude il 2019 con un utile netto superiore al milione di euro. Sottolinea anche la progressiva azione di consolidamento patrimoniale che la Banca ha avviato già dal 2016, primo anno post-fusione, con il Cet-1, l’indicatore che esprime la solidità patrimoniale di una Banca, al 15,02% superiore alla soglia indicata dalla Capogruppo e ben oltre i requisiti minimi richiesti dalle autorità di vigilanza.

Il 2019 va in archivio quindi con un giudizio tutto sommato positivo, così come positivamente si era avviato il 2020 le cui dinamiche sono state stravolte dall’emergenza sanitaria e dai conseguenti effetti sull’economia. In questo scenario la Banca ha tempestivamente attivato tutte le azioni per consentire la sospensione delle rate mutui ed erogare i finanziamenti assistiti dalla garanzia pubblica. Inoltre, in questi difficili mesi segnati dal lockdown, la Banca ha riservato un’attenzione particolare anche alle esigenze di carattere sociale del territorio, con diversi interventi fra i quali la donazione al reparto di terapia intensiva dell’Ospedale Bufalini di 10 monitor multiparametrici per i pazienti affetti da Covid-19.

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In conclusione il presidente Baraghini rammenta come un ulteriore elemento di rilevo di questi primi mesi del 2020, sia stata l’acquisizione da parte del Credito Cooperativo Romagnolo di tre filiali di Banca Sviluppo (ex Banca Romagna Cooperativa) e precisamente San Giorgio, Calisese e San Piero in Bagno, un’operazione che rientrava nell’ambito di un progetto di razionalizzazione territoriale coordinato dalla Capogruppo Iccrea.

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