Credito alle imprese: continua a calare soprattutto per le piccole aziende

La contrazione del credito erogato alle imprese della provincia è però complessivamente in linea con quella rilevata a livello regionale e, per certi aspetti, lievemente meno marcata

La Camera di Commercio di Forlì-Cesena diffonde i dati relativi al credito e al rapporto imprese e banche, elaborati sulla base di fonti autorevoli quali la Banca d’Italia e l’indagine promossa dal Sistema Camerale e dall’Istituto Tagliacarne. In sintesi i dati confermano segnali di sofferenza diffusi in un quadro fortemente condizionato dal contesto economico negativo. La contrazione del credito erogato alle imprese della provincia è però complessivamente in linea con quella rilevata a livello regionale e, per certi aspetti, lievemente meno marcata: l’incremento delle nuove sofferenze, per quanto significativo anche nella nostra provincia, si attesta su valori inferiori alla media regionale.

I segnali di sofferenza, secondo le dichiarazioni delle imprese, sono più accentuati nel settore delle costruzioni e del commercio. Nella maggior parte dei casi i finanziamenti bancari sono stati destinati al sostenimento delle spese correnti e sono state invece penalizzate le strategie destinate ad accrescere la competitività. La percentuale di imprese provinciali che nel corso della propria attività hanno fatto ricorso ai Confidi risulta superiore a quella media regionale.

Dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena: “In un contesto di crisi perdurante, la divulgazione di dati sul credito, uno dei temi economici più rivelatori, aiuta a delineare con precisione il quadro della situazione economica generale. C’è grande impegno da parte dalle Camera nel monitorare le principali dinamiche ed è condizione indispensabile per progettare iniziative, come nel caso del “Fondo di controgaranzia” recentemente varato assieme alla Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì e al Comune di Forlì. Il rapporto tra imprese e banche è da sempre infatti un elemento strategico per l’equilibrio e lo sviluppo del nostro sistema economico e il “credito e la finanza d’impresa” sono linee prioritarie di intervento individuate nel Programma Pluriennale approvato dal Consiglio Camerale per il mandato 2013-2018. E pertanto l’impegno della Camera continua ad essere rivolto ad agevolare l’accesso al credito delle imprese, a promuoverne l’equilibrio finanziario e patrimoniale e ad alimentare i processi di investimento funzionali all’innovazione, alla crescita ed allo sviluppo. Particolare attenzione è rivolta inoltre a potenziare la “funzione finanza” all’interno delle imprese e alla ricerca di canali di finanziamento alternativi al credito bancario”.

I DATI - Al 31 agosto 2013 i "prestiti vivi" erogati dal sistema bancario al totale delle imprese nella provincia di Forlì-Cesena hanno registrato una contrazione del 3,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. La diminuzione è stata maggiore per le imprese meno strutturate: -4,6% per le famiglie produttrici e per le piccole imprese. A livello regionale la contrazione dei prestiti vivi alle imprese è stata leggermente più marcata e pari al 3,9% (-5,4% per le imprese di piccola dimensione, -4,6% per le famiglie produttrici).

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In provincia, secondo i dati della centrale dei rischi, i prestiti alle imprese erogati complessivamente da banche e società finanziarie hanno fatto rilevare una decisa contrazione nel settore delle servizi (-4,1%), seguito dalle attività manifatturiere (-3,7%) e dalle costruzioni (-2,4%), comparto quest'ultimo che già ha risentito in anni precedenti di pesanti restrizioni nell'erogazione del credito. La contrazione complessiva è stata pari al 3,1% (-3,0% in Emilia Romagna). In regione le dinamiche sono state rispettivamente: attività manifatturiere -5,9%; costruzioni -3,2%; servizi -5,6%. Sul fronte della qualità del credito (dati riferiti al secondo trimestre 2013), il rapporto tra sofferenze e impieghi totali in provincia di Forlì-Cesena si attesta al 6,8%, inferiore al livello regionale (7,0%) e nazionale (7,1%). Per il secondo trimestre 2013, invece, le nuove sofferenze sono il 2,6% dei prestiti totali provinciali, contro una media regionale del 2,8%.

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