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Guido Pedrelli

Guido Pedrelli

CRC, la Fondazione: "Cesenati leali e fieri, non sono loro i responsabili. Parigi, non deluderci"

“Questa, amici di Parma e Parigi, non è vuota retorica, queste sono public relations, questa è la via maestra del business. E voi siete degli ottimi business men"

“Andate per le strade, visitate i quartieri, inoltratevi nelle aree industriali, nelle zone artigianali, spingetevi fino al mare, tutto quello che vedete, esiste perché la Cassa lo ha finanziato. Lo sviluppo economico e sociale, è avvenuto perché la Cassa c’era e interveniva. Questa era la sua missione e questa missione l’ha svolta negli anni con impegno. Fino a quando la Grande Crisi venuta da oltre oceano ha minato alla base l’economia del nostro paese e di conseguenza il mondo bancario italiano e internazionale. Ma da oggi si volta pagina”: con queste parole si è indirizzato ai nuovi consiglieri il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Cesena Guido Pedrelli, nel corso dell'assemblea dei soci di martedì mattina.

L'ex azionista di maggioranza della CRC prima della “grande crisi” è consapevole del passaggio storico per l'istituto bancario cesenate e ritorna ai “176 anni di crescita del territorio”: “Con l’assemblea odierna cambia radicalmente la storia della Cassa di Risparmio di Cesena, fondata nel 1841 per iniziativa di 105 privati cittadini che diedero vita all'istituto con lo scopo di favorire il piccolo risparmio e consentire l'accesso al credito anche agli strati più disagiati della popolazione. Oggi, con il rinnovo del CDA si sancisce ufficialmente e definitivamente il passaggio della Banca alla nuova proprietà”. La banca ora passa nelle mani di Credit Agricole dopo aver cessato, più di un anno fa, di essere nelle mani di fondazioni bancarie (Cesena, Faenza e Lugo) e di piccoli azionisti locali, come era sempre stato nella sua storia ultrasecolare.

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Pedrelli guarda ora avanti: “Guardiamo avanti, rivolgiamo la nostra attenzione al futuro. L’ingresso nel capitale sociale della Cassa di Risparmio di Credit Agricole Cariparma - realtà bancaria dinamica e in forte sviluppo, facente parte di un grande gruppo internazionale solido ed efficiente - consente di guardare al futuro con ottimismo e fiducia. La Fondazione di Cesena, secondo maggiore azionista della Banca pur con una presenza fortemente ridotta, valuta con favore questo nuovo capitolo della Cassa di Risparmio. Credit Agricole è perfettamente in grado di soddisfare tutte le esigenze del territorio, a cui, confidiamo, non farà mancare quel supporto di credito e di servizi che CR Cesena e Banca di Romagna hanno offerto in passato; con la forza e la solidità di un gruppo internazionale in grado di sostenere i necessari investimenti e, al contempo, di essere sensibile alle istanze locali”.

“Prima dell’inizio della crisi la CRC aveva Il 33% del mercato del territorio di competenza. Non conosco i dati odierni. Ma temo che quella quota sia molto scemata. In questi due anni la Cassa, per le note ragioni, non ha praticamente potuto erogare credito. Altri istituti lo hanno fatto e sono subentrati. I nuovi amministratori devono partire da questa situazione. Riprendere i clienti perduti, rovesciare un mercato che non gli è favorevole, ricostruire un rapporto positivo con gli azionisti che sono anche 13.000 clienti fedeli oggi, forse, non più così amici della banca. Ce la faranno?  Ne sono certo. Ma riusciranno nell’impresa ad alcune condizioni”.

Per Pedrelli è fondamentale “ristabilire la fiducia: non dico quella commerciale, ovviamente, il marchio Credit Agricole quel tipo di fiducia la garantisce, eccome, io penso, invece, alla fiducia in una banca che devi sentirla amica e vicina ai tuoi bisogni. Mi si potrà obiettare che la vecchia banca è stata tradita perché ha dato credito forse con troppa facilità. Può darsi, ma le aziende, quelle vere, il piccolo risparmiatore, la famiglia che ha acceso il mutuo per la casa, non hanno certamente mandato in fallimento la banca. Ben altri sono i responsabili. Quando Cariparma/Credite Agricole compra la Cassa, non acquista solo le azioni, le sedi, i muri, i correntisti, ma anche la professionalità del personale e un patrimonio di fedeltà. La Fondazione CRC, e credo, anche altri azionisti, privati ed istituzionali, sono disponibili a collaborare e ripongono molte speranze nella nuova proprietà. I dirigenti di Cariparma coi quali ho avuto contatti in questi mesi sono persone per bene, corrette e con grandi capacità professionali. E questo mi conforta”.

“Tuttavia... Tuttavia se, come pare, la CRC sarà fusa in Credit Agricole Cariparma,  misureremo la sensibilità dei nuovi azionisti nel momento in cui si darà valore alle azioni e ai warrant. Questo, è il vero punto in cui dobbiamo trovare un incontro. I vecchi azionisti, si aspettano interventi incoraggianti e conseguenti. Amici di Parma e di Parigi, non deludeteci!  Costruite un clima favorevole, affinché quello che è andato perduto in questi due anni, venga riportato nella nuova banca. Noi siamo disponibili e pronti a collaborare e a lavorare insieme a voi. Ma la nostra non sarà una collaborazione a prescindere. La gente di Romagna è leale e fiera e sa riconoscere i valori e chi li porta”.

“Questa, amici di Parma e Parigi, non è vuota retorica, queste sono public relations, questa è la via maestra del business. E voi siete degli ottimi business men. La Fondazione CRC si esprime a favore delle liste presentate per il rinnovo del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, nei quali - a conferma di quanto si è detto in tema di sensibilità per il territorio – sono presenti personaggi di elevato profilo professionale ed esponenti dell’imprenditoria locale nelle persone di Roberto Graziani quale consigliere d’amministrazione e delle professioni con i commercialisti Michele Bocchini, sindaco effettivo e Andrea Zanfini, sindaco supplente. Concludendo: Crédit Agricole si autodefinisce la Banca Verde. Il verde in Italia è il colore della speranza. Confidiamo in quel segnale di speranza. Da oggi inizia una nuova storia, non solo per la banca, ma anche per la nostra comunità.  Vogliamo e dobbiamo percorrerla insieme”.

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