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La denuncia di Coldiretti: dal campo alla tavola i prezzi aumentano fino al 500%

A denunciarlo è la Coldiretti sulla base di un’analisi su dati Ismea relativi alla terza settimana di luglio, resa nota in occasione della Giornata dell’ortofrutta che si è svolta martedì al Padiglione Coldiretti ad Expo

Dal campo alla tavola i prezzi della frutta moltiplicano fino al 500 per cento, dalle pesche pagate al produttore 0,30 euro e rivendute al consumatore a 1,80 euro alle susine, per le quali l’agricoltore si vede corrispondere 0,40 euro per poi ritrovarle sui banchi dei supermercati a 1,40 euro, fino ai meloni che da 0,40 euro schizzano a 1,40 euro al chilo. Il tutto con gravi danni per gli agricoltori che non riescono più a coprire neppure i costi di produzione. A denunciarlo è la Coldiretti sulla base di un’analisi su dati Ismea relativi alla terza settimana di luglio, resa nota in occasione della Giornata dell’ortofrutta che si è svolta martedì al Padiglione Coldiretti ad Expo con migliaia di agricoltori provenienti dalle campagne delle regioni insieme al presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo e al Ministro Maurizio Martina.

Alla Giornata, che ha visto distribuire a turisti e visitatori dell'esposizione universale circa ventimila chili di frutta, sono intervenuti anche decine di agricoltori dalle province di Forlì-Cesena e Rimini, uniti nella denuncia pubblica delle speculazioni che mettono a rischio un intero settore. “E’ in atto una vera speculazione che sottopaga la frutta al di sotto dei costi di produzione agli agricoltori e non permette a molti cittadini di garantirsi il consumo di un prodotto indispensabile per la salute in questa stagione”, affermano i presidenti di Coldiretti Forlì-Cesena e Rimini, rispettivamente Filippo Tramonti e Giuseppe Salvioli - nella forbice dei prezzi dal campo alla tavola c’è margine da recuperare per garantire un reddito sufficiente agli agricoltori e acquisti convenienti per tutti i cittadini".

"A rischio - continua la Coldiretti – ci sono il territorio nazionale reso unico dalla presenza dei frutteti, la salute dei cittadini ed un importante indotto economico ed occupazionale". In questo contesto una vera rivoluzione è in atto grazie al progetto “Scendipianta” di Fai, “Firmato dagli agricoltori italiani”, che accorcia la filiera riducendo gli attuali 4-5 passaggi dal produttore alla vendita, per premiare di più chi produce «bene» e per fornire un prodotto «più buono» al commercio al dettaglio che può offrire maggiore «qualità» al consumatore. Un obiettivo raggiunto con la definizione degli standard qualitativi con la distribuzione commerciale e la selezione dei produttori in grado di garantire questi standard, ma anche un sistema logistico che consenta di assicurare la maturazione ottimale dei vari prodotti anche grazie alla realizzazione di una filiera ridotta e lo sviluppo delle varietà e zone vocate, per privilegiare la qualità alla quantità delle produzioni. Un progetto che ha trovato l’attenzione della principale catena distributiva italiana “Conad” con cui è stato stretto un importante accordo nell’ambito del quale sono iniziate le prove su vari punti vendita con pesche e nettarine che piano piano si estenderanno anche alle altre specie ortofrutticole.

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