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Turismo, previsto il ritorno massiccio dei tedeschi: due milioni per il marchio Romagna

Oltre all'identità romagnola e alle sinergie istituzionali si è parlato molto di turismo. La principale novità è venuta dalla Regione, che ha annunciato l'investimento di due milioni

Quale sarà “La Romagna che verrà”? Ne hanno discusso, in una sorta di anticipo della fiera, i principali amministratori del territorio romagnolo, venerdì pomeriggio nel quartiere fieristico di Cesena. Al termine del dibattito c'è stata quindi l’inaugurazione di “Sono Romagnolo”, la prima edizione della fiera dedicata alla cultura, al folklore, all’enogastronomia e alle tradizioni della Romagna, novità del cartellone di Cesena Fiera.

Intorno alle 16 i padiglioni della fiera hanno ospitato una tavola rotonda sui temi di Area vasta e del turismo, condotta dal giornalista Rai Antonio Farnè, intitolato proprio “La Romagna che verrà”. E soprattutto di turismo e cultura si è parlato alla presenza dei sindaci di Cesena Paolo Lucchi, di Forlì Davide Drei, dell'assessore al turismo di Ravenna Massimo Cameliani (assente, per motivi personali, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi) e degli assessore regionali Andrea Corsini e Emma Petitti.

Parlando di Romagna impossibile non ricordare le due figure di Lorenzo Cappelli e Stefano Servadei, che nel corso del dibattito sono stati citati più volte. In sala è spuntata anche la bandiera romagnolista con la caveja. Ma oltre all'identità romagnola e alle sinergie istituzionali si è parlato molto di turismo. La principale novità è venuta dalla Regione, che ha annunciato l'investimento di due milioni di euro per rilanciare l'immagine turistica della Romagna in particolare in Germania. Infatti si prevede che, con le turbolenze politiche e il rischio terrorismo in molte mete del Mediterraneo, ci possa essere per quest'estate un afflusso massiccio da Oltralpe.

Il sindaco di Forlì Davide Drei ha parlato della necessità di fare sistema in Romagna anche per l'arte e la cultura e Forlì, con le sue grandi mostre, si propone come contenitore per la Romagna. Lucchi, invece, ha rilanciato il tema della città metropolitana romagnola, per bilanciare il potenziale potere accentratore della città metropolitana di Bologna. E questo non per rivalità, “ma perché grandi poli metropolitani, come quello di Bologna, finiscono per diventare attrattori di finanziamenti e strategie”. L'obiettivo, quindi, è fare sistema perché la Romagna possa essere più forte.

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