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Convegno Confesercenti sul Jobs Act: le imprese attendono con fiducia

“Abbiamo visto – ha continuato Gozi – che c’è quindi una forte attesa per un risvolto positivo della legge e gli imprenditori auspicano che la riforma del mercato del lavoro possa dare una spinta decisiva alla ripresa dei consumi"

Si è svolto giovedì nella sala convegni della Banca di Cesena, organizzato dalle Confesercenti Cesenate e Forlivese sul tema “Jobs Act: cosa cambia per le imprese”. L’incontro è stato coordinato da Giancarlo Corzani, direttore della Confesercenti Provinciale Forlivese e ha visto gli interventi di Franco Focareta e Andrea Lassandari, docenti di Diritto del Lavoro dell’Università di Bologna. Le conclusioni sono state di Graziano Gozi, direttore della Confesercenti Cesenate e responsabile nazionale per la Confesercenti dell’Area Lavoro e Bilateralità.

“In occasione del convegno – ha commentato Graziano Gozi, direttore della Confesercenti Cesenate - una indagine del nostro Centro Studi ha sondato l’opinione del mondo delle imprese sulla riforma, intervistando un campione significativo di 50 aziende con personale dipendente. Si è trattato di un sondaggio sulla percezione del nuovo provvedimento legislativo, poiché le aziende non hanno ancora avuto la possibilità di comprendere fino in fondo i cambiamenti che porterà il Jobs Act. Le imprese sono state interpellate telefonicamente. Alla domanda “Secondo te il Jobs Act porterà benefici al mondo del lavoro e all’economia?” ha risposto sì, il 74%; solo in parte, il 10%; no, l’8%; non so, l’8%”.

“Abbiamo visto – ha continuato Gozi – che c’è quindi una forte attesa per un risvolto positivo della legge e gli imprenditori auspicano che la riforma del mercato del lavoro possa dare una spinta decisiva alla ripresa dei consumi. La seconda domanda del sondaggio poneva il quesito sulla possibilità del Jobs Act di portare più benefici alle imprese o più vantaggi ai lavoratori. Ebbene, per il 54% degli intervistati saranno maggiori i benefici per le imprese, mentre per il 46% prevarranno i vantaggi per i lavoratori. Su tale opinione ha inciso significativamente l’avvio del contratto a tutele crescenti, con sgravi contributivi per le imprese che assumono personale a tempo indeterminato”.

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