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Domenica, 14 Agosto 2022
Economia

Confindustria alla Fiera di Cesena: "Le imprese soffrono, ma resistono. Romagna può essere green energy valley d’Italia"

"La Romagna può giocare un ruolo importante nella transizione energetica, diventando la green energy valley d’Italia. Aumentare al più presto la quota di energia da fonti rinnovabili è un obiettivo condiviso"

Il vicepresidente nazionale di Confindustria, Maurizio Marchesini, è intervenuto al taglio del nastro di Romagna Business Matching, l’iniziativa di networking e b2b in corso in Fiera a Cesena con oltre 70 espositori e 40 incontri e workshop. Per l'occasione ha fatto il punto sui temi nazionali e locali insieme al presidente di Confindustria Romagna, Roberto Bozzi, e lanciare l’assemblea generale dell’associazione dedicata al tema della transizione energetica, che si svolgerà il 4 luglio al Teatro Alighieri di Ravenna alla presenza del presidente Carlo Bonomi e del governatore regionale Stefano Bonaccini.

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Durante la presentazione ha parlato della situazione delle imprese romagnole che è in linea con quelle nazionali. "La situazione è di sofferenza per tutte le imprese - ha spiegato Marchesini senza entrare nello specifico dei numeri - e questo è dovuto all'alto costo dell'energia e alla carenza delle materie prime, ma per adesso le imprese tengono. Resistono. E questo lo dobbiamo anche al sistema produttivo italiano - ha aggiunto - che,  differenza, per esempio, del sistema produttivo tedesco, è caratterizzato da una lunga filiera e grazie a questa particolarità  gli aumenti del mercato vengono ammortizzati meglio. Praticamente i costi più alti vengono assorbiti da più parti e ricadono meno sul consumatore". Poi ha parlato anche di Romagna come città metropolitana. "Stiamo facendo piccoli passi ma andiamo avanti - ha riferito Roberto Bozzi, presidente di Confindustria Romagna - Le associazioni sono tutte d'accordo, ora tocca alla politica. È nota la nostra idea di prospettiva della Romagna come unica città metropolitana, diffusa e policentrica - ha aggiunto Bozzi - capace di mettere insieme eccellenze e talenti dei territori per superare le difficoltà e accreditarsi tra le zone più avanzate e competitive d’Europa. Noi, quindi, continueremo a lavorare per unire le varie anime della Romagna, quartieri che hanno le proprie specificità e mettono in comune progetti, energie e idee per superare confini geografici e steccati politici, come abbiamo fatto e stiamo facendo per favorire il dialogo tra i due enti camerali”.

La Romagna, del resto, è un territorio che vuole confrontarsi e competere con il resto del mondo e quindi deve essere facilmente accessibile: da questo punto di vista la sua dotazione infrastrutturale è fattore di competitività imprescindibile. Gli industriali hanno parlato dell'importanza del porto di Ravenna, scalo della regione e varco strategico per il Nord Italia, che si sta preparando ad accogliere navi più grandi grazie all'approfondimento dei fondali: una volta arrivate a qui, le merci devono poi essere in grado di proseguire speditamente il proprio percorso, così come i flussi di persone, professionisti e turisti, devono poter contare su collegamenti più rapidi. Su Rimini, invece, questo si traduce in collegamenti fra il capoluogo e le aree produttive vicine con tempi di percorribilità accettabili: dalla Marecchiese alla zona industriale di Santarcangelo, per citare i due casi più evidenti. "Forlì e Cesena - ha continuato Bozzi - per noi sono due quartieri di Città Romagna: per questo Confindustria Romagna da tempo richiama l’attenzione sull’urgenza di migliorare le infrastrutture. 

Due priorità: alta velocità ed E45. Il collegamento veloce era atteso da anni e il primo lotto è un passo importante verso una mobilità davvero sostenibile, a cui occorre dare seguito in tempi ragionevoli. Su tutto, è imprescindibile un’alta velocità vera, che passa dal raddoppio della linea Castel Bolognese-Bologna. Energia e ambiente La Romagna e Ravenna possono giocare un ruolo importante nella transizione energetica, diventando la green energy valley d’Italia. Aumentare al più presto la quota di energia da fonti rinnovabili è un obiettivo condiviso: non possiamo più permetterci veti o lungaggini burocratiche. Nel contempo, diversificare l’approvvigionamento di gas è diventato urgente, occorre rilanciare le estrazioni in Adriatico senza indugi: siamo consapevoli che il metano nei nostri fondali non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico nazionale, ma potenziare immediatamente le estrazioni dai giacimenti attivi può aiutare. Nel distretto offshore ravennate vantiamo professionalità e tecnologie eccellenti ed esportate in tutto il mondo, non usarle appieno per un’emergenza simile è un controsenso. Anche sul parco eolico di Rimini occorre ora procedere senza ulteriori indugi. Sul fronte delle risorse idriche, da ben prima dell’allarme odierno sulla siccità abbiamo invocato nuovi investimenti in bacini di raccolta dell’acqua che affianchino la diga di Ridracoli. Per esempio, ripristinare l’invaso del lago di Quarto nel comune di Sarsina, o ipotizzare un nuovo invaso nel Comune di Bagno di Romagna o Verghereto".

E' stato affrontato anche il tema del "reddito di cittadinanza" e degli stipendi nel settore del turismo. "Allora, messo in conto che uno strumento per combattere la poverta è necessario - ha detto Marchesini - dobbiamo però concordare tutti sul fatto che il reddito di cittadinanza non è servito a far trovare lavoro. Perchè prima della pandemia era più facile per un imprenditore trovare un lavoratore stagionale nel settore del turismo e ora è diventato quasi impossibile? Le condizioni sono le stesse, forse è cambiato qualcosa a livello sociale, ma non così tanto da giustificare il fatto che ci sono imprenditori costretti a ridurre l'attività o a chiudere perché non trovano camerieri, tuttofare o persone che stanno al bar. O è cambiato il mondo e non ce ne siamo accorti oppure è stato il reddito di cittadinanza. Lo spirito è giusto, ma bisogna cambiare qualcosa".

Un'altra situazione da affrontare prima o poi, è stato detto, è il tema demografico e il futuro dei giovani. Ci sono settori che attendono laureati e non si trovano, altri che sono strapieni. E' necessario che formazione e impresa lavorino con più sinergia e armonia per assicurare un futuro più solido ai giovani e all'Italia intera. 

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