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Ristorazione, Confesercenti contro la concorrenza sleale: "Servono stesse regole per tutti"

“I deputati condividono la richiesta di approfondire sulla questione - spiega Pasquale Ambrogetti, membro della presidenza nazionale Fiepet-Confesercenti -. Questo nuovo fenomeno purtroppo trova riscontri anche nel territorio cesenate"

“Servono stesse regole per tutti”. Questo è il perentorio ulteriore segnale che viene lanciato dalla Fiepet-Confesercenti contro chi, invece, svolge una vera e propria concorrenza sleale nei confronti dei pubblici esercizi, gravati dal peso sempre più alto di tasse e burocrazia. Una delegazione Fiepet-Confesercenti, ha incontrato in questi giorni i deputati Angelo Senaldi (Pd) e Marco Da Villa (M5S) per discutere sull’opportunità di prevedere una regolamentazione stringente del fenomeno home restaurant, le attività di ristorazione svolte all’interno di private abitazioni, prive di tutti quei requisiti richiesti obbligatoriamente per legge alle attività dei pubblici esercizi tradizionali.

“I deputati condividono la richiesta di approfondire sulla questione - spiega Pasquale Ambrogetti, membro della presidenza nazionale Fiepet-Confesercenti -. Questo nuovo fenomeno purtroppo trova riscontri anche nel territorio cesenate. Gli home restaurant e social heating necessitano di una regolamentazione chiara, come peraltro indicato anche dal parere del Ministero dello Sviluppo Economico. Altrimenti il rischio è quello di aprire la porta a chi, celandosi dietro l’etichetta di home restaurant, conduce in realtà un’attività di somministrazione parallela che non rispetta le norme che devono rispettare gli altri, da quelle fiscali a quelle igienico-sanitarie. Online, mascherati da home restaurant, ci sono associazioni culturali, b&b, cuochi professionisti che operano in case private, tutto al di fuori di ogni controllo. E’ inammissibile prevedere forme diverse di ristorazione, alcune soggette a norme e altre completamente deregolamentate”. 

“Tutti devono rispettare le stesse regole - continua Pasquale Ambrogetti, membro della presidenza nazionale Fiepet-Confesercenti -, lo ribadiamo per l’ennesima volta. Anche il testo unico di pubblica sicurezza chiarisce che le attività di somministrazione, pure se occasionali, devono rispettare specifici requisiti professionali e il rispetto di norme di sicurezza. E il Ministero dello Sviluppo Economico ha espresso il parere che gli home restaurant costituiscano attività economica in senso proprio, e che quindi debbano essere soggetti alla normativa che regola la somministrazione al pubblico di alimenti. Le regole chiare devono esserci per tutti, non solo per le imprese regolari, che investono tempo e denaro per essere in regola con le norme e che soffrono la concorrenza sleale della somministrazione ‘parallela’, anche di finti circoli e agriturismi”. 

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