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Confesercenti: "Fatturati stabili nel secondo semestre, fiducia nella ripresa"

Le imprese cesenati: timidi segnali di ripresa e molta incertezza. E’ stata presentata la ricerca in occasione dell’Assemblea annuale della Confesercenti Cesenate. Il 2015 volge al termine e le imprese fanno i conti, tra bilanci di fine anno e speranze, guardando al futuro

Le imprese cesenati: timidi segnali di ripresa e molta incertezza. E’ stata presentata la ricerca in occasione dell’Assemblea annuale della Confesercenti Cesenate. Il 2015 volge al termine e le imprese fanno i conti, tra bilanci di fine anno e speranze, guardando al futuro. In questo contesto, nei giorni scorsi, si è svolta l’Assemblea annuale della Confesercenti Cesenate e nell’occasione è stata presentata dal presidente Armando Casabianca e dal direttore Graziano Gozi l’indagine sull’andamento dell’economia nel territorio.

L’indagine, condotta dal Centro Studi di Confesercenti Cesenate, è stata fatta su un campione di 200 imprese associate e si è posta l’obiettivo di registrare le tendenze in atto rispetto ad analoghe domande somministrate alle stesse imprese 6 mesi fa. All’incontro sono intervenuti anche il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi e quello di Savignano sul Rubicone, Filippo Giovannini.

“Rispetto ai dati raccolti nel primo semestre del 2015, confrontati con la situazione a novembre - affermano Casabianca e Gozi – il fatturato delle imprese commerciali mostra una tendenza stabile o in aumento per il 62% (57% a maggio) mentre l’utile evidenzia stabilità o aumento per il 51% del campione (52% a maggio). In generale le condizioni delle attività non hanno subito grosse variazioni e gli imprenditori non registrano grossi cambiamenti rispetto ai primi mesi del 2015”. “Per quanto riguarda la fiducia verso il futuro a breve e medio termine - proseguono Casabianca e Gozi  - il 42% pensa che vi sarà un miglioramento della situazione economica (39% a maggio) mentre il 43% si mostra pessimista (51% a maggio). Sotto l’ aspetto occupazionale, il 92% (come a maggio) dichiara che la manodopera  impegnata sarà stabile o in aumento e fra chi assumerà gli sgravi contributivi previsti dal Jobs Act si rivelano lo strumento preferito”.

“In relazione al credito -  asseriscono Casabianca e Gozi  - il 54% afferma che vi ha fatto ricorso nell’ultimo anno e fra questi ben il 74% lo ha fatto per esigenze di liquidità mentre solo il 20% per investimenti. Fra gli interventi maggiormente auspicati per uscire dalla crisi le imprese collocano al primo posto le azioni per stimolare la ripresa dei consumi (39%), seguita dalla diminuzione del carico fiscale (21%) e diminuzione della burocrazia (21%)”, “La stabilizzazione nella crisi - concludono Casabianca e Gozi - ha come effetto una grande attenzione delle imprese verso i pur minimi segnali positivi, meno apprensione e un persistente grado di incertezza, anche a fronte di un mercato che cambia e si trasforma sempre più velocemente. Consapevoli che mantenere un atteggiamento fiducioso verso il futuro è davvero importante in tempi come questi, ci auguriamo che il nuovo scenario economico che si sta delineando non  sia più soggetto a quei cali tendenziali che le imprese hanno dovuto affrontare negli ultimi anni ma che, pur a passo lento, piccoli segnali di ripresa continuino ad arrivare a partire dalle promettenti vendite natalizie”.

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