Confcommercio lancia l'allarme: "Negozi e bar con cali di fatturato del 70%: cessazioni in vista"
"Le cessazioni di attività saranno inevitabili, ma si deve intervenire d’urgenza con provvedimenti eccezionali"
L’incognita dell’autunno pende sulle piccole imprese commerciali, su base sui pubblici esercizi, perno della rete distributiva. “La massima preoccupazione della categoria - afferma il presidente Confcommercio cesenate Augusto Patrignani- è come proseguirà la ripartenza nell’incertezza sanitaria. Ci sono imprese commerciali a conduzione familiare e le piccole aziende rischiano davvero di chiudere nei prossimi mesi, sotto il peso di una situazione economica difficilissima".
"Lo sforzo - aggiunge - deve essere concentrato sul lavoro e il sostegno alle imprese familiari; le cessazioni di attività saranno inevitabili, ma si deve intervenire d’urgenza con provvedimenti eccezionali per scongiurare una ecatombe. Nel nostro territorio oltre il 90% delle imprese sono medio-piccole ed eventuali attività che chiudono innescano un’emergenza sociale che deve essere tenuta in conto dalle affrontato dalle amministrazioni”.
“Confcommercio ha chiesto fin da subito aiuti a fondo perduto, oltre a tutto il resto. Sono troppo alti i danni da poter pensare di agire in maniera ordinaria. Il nostro Osservatorio cesenate - aggiunge Patrignani - ha sondato il sentiment di un campione di cento imprenditori e ciò che emerge è la profonda inquietudine per il sopraggiungere dei mesi autunnali: i negozianti e pubblici esercenti sono straordinari per profusione di impegno e di sforzi in questa fase di ripartenza, ma i consumi sono ancora bassi, i saldi hanno vivacizzato il commercio ma i ricavi sono in fase di stagnazione e a settembre ci sono da pagare le imposte sospese. Sospese, non ridotte o abolite. Se si tien conto che le nostre imprese registrano cali di fatturato nell’ordine del 60, 70% si capisce bene che molte di essere faranno molta fatica ad essere in grado di fare fronte agli impegni futuri. Abbiamo sempre detto che il semplice rinvio dei pagamenti rappresenta una soluzione tampone, e infatti i nodi stanno per venire al pettine. In questo periodo i pubblici esercizi stanno utilizzando gli spazi esterni concessi dal Comune – ma andiamo incontro ad una stagione nella quale il lavoro riprenderà all’interno con capienza ridotta di metà o due terzi dei posti e quindi in termini di incassi si dà per certa una contrazione notevole. E sulla situazione pende la spada di Damocle dell’evoluzione del covid”.
“Queste piccole imprese - afferma il presidente Confcommercio cesenate - vanno sostenute a tutti i livelli: il Comune può farlo detassando, sburocratizzando adottando forme di politiche incentivanti e premialità per la salvaguardia eccezionale della rete distributiva. Ribadisco eccezionale: mai siamo stati in presenza di una situazione come questa negli ultimi decenni. Non è sufficiente l’ordinaria amministrazione. Ciascuno deve fare la sua parte, ci sono attività da salvare, non possono essere lasciate affondare”.