Confcommercio cesenate: "La politica premi i commercianti pilastro della città"

"Cosa sarebbero i nostri piccoli borghi, le frazioni disseminate senza il commercio?" a chiederselo è Corrado Augusto Patrignani, presidente Confcommercio cesenate

"Cosa sarebbero Cesena, Cesenatico, Bagno di Romagna, Savignano sul Rubicone, Gambettola, cosa sarebbero i 15 comuni del comprensorio, i trenta della Provincia, gli oltre 70 romagnoli; cosa sarebbero i nostri piccoli borghi, le frazioni disseminate senza il commercio?" a chiederselo è Corrado Augusto Patrignani, presidente Confcommercio cesenate

"Il commercio fisico, concreto, intendiamo, quello in carne ed ossa: fatto di negozianti, della serranda che si alza ogni mattina, della fatica, del sorriso, della stretta di mano al cliente, del presidio sociale che un negozio svolge; delle luci che irradia. Soprattutto della rete di relazioni umane che innesca. In questi giorni di attesa del Natale, passeggiando nelle strade dei nostri Comuni, vediamo l’apoteosi del commercio: i negozi aperti in una maratona estenuante, le vetrine scintillanti, addobbi che scaldano il cuore, le iniziative di cui i commercianti sono protagonisti per valorizzare il centro e la periferia. E con loro anche i commercianti in sede pubblica, i cari ambulanti così dinamici e preziosi nel cuore delle nostre città. Ma ciò avviene non solo a Natale, bensì tutto l’anno. Proviamo a pensarci" continua Patrignani.

"Il progresso si snoda sempre a partire dall’uomo, dalle sue esigenze. La tecnologia è un supporto, fondamentale, ma resta un mezzo, non il fine. Al centro c’è l’uomo. E il commercio della rete distributiva tradizionale valorizza il rapporto tra gli uomini. Produce incontri, vita. Il commercio on line è n supporto, è un di più, ma non può prendere il posto del commercio in carne e ossa. Si disintegrerebbe la società, sarebbe il prevalere della solitudine di fronte agli schermi del pc o della smartphone. Ma si può vivere senza relazioni umane? Ecco allora che se teniamo al commercio, dobbiamo salvaguardarlo".

"Ciascuno come può. Per questo come Confcommercio abbiamo fatti un appello: comprare cesenate, comprare romagnolo, per sostenere la nostra rete distributiva locale. Perché quando si spegne una vetrina muore una parte di città. Alla politica chiediamo di fare altrettanto, utilizzando gli strumenti di cui dispone. È nell’interesse di tutti avere città vive, senza degrado, con meno criminalità possibile. Il commercio è il primo antidoto al degrado: genera flussi, incontri, movimento, fruibilità urbana. Accresce socialità. Premiamoli, questi commercianti. La politica trovi il modo di sostenere il commercio come collante della socialità urbana e come valore di comunità".

"Chi apre un negozio - conclude il presidente della Confcommercio - è una nuova sentinella a servizio della città. Coccoliamola. Ci sono i modi per farlo, a livello fiscale, burocratico, di politiche incentivanti e premianti. Agli amministratori Confcommercio chiede un sforzo e ai nostri negozianti - parola antica e nobile - diciamo grazie, dalla riviera alla Valsavio e al Rubicone attraverso l’entroterra per lo splendido e affettuoso Natale urbano che ancora una volta ci stanno donando, facendoci sentire, mentre facciamo shopping e ci muoviamo in città, come se fossimo a casa nostra".

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