Martedì, 23 Luglio 2024
Economia

Confcommercio: "Centro di Cesena senza grandi firme? C'è un motivo"

E' quanto si chiede Corrado Augusto Patrignani, presidente di Confcommercio cesenate, spiegando che "la domanda è d'obbligo se si vuole costruttivamente riflettere sul peso specifico e sull'attrattività dell'area antica"

"Perché nel centro storico di Cesena, vetrina commerciale, non entrano le grandi firme, magari a partire da quelle dei marchi nostrani dello splendido distretto del calzaturiero e della moda del Rubicone?"'. E' quanto si chiede Corrado Augusto Patrignani, presidente di Confcommercio cesenate, spiegando che "la domanda è d'obbligo se si vuole costruttivamente riflettere sul peso specifico e sull'attrattività dell'area antica che secondo Confcommercio deve essere potenziato".

"Quesito ancora più stringente, in un momento così delicato con chiusure di attività che stanno depauperando l'offerte distributiva nel vero grande centro commerciale a cielo aperto della città - continua Patrignani -. I locali sfitti sono un'ottantina, dentro le mura. L'analisi potrebbe storicamente partire da lontano, e cioé dalla scriteriata scelta di consentire l'edificazione di centri commerciali a ridosso del centro storico con scelte che Confcommercio, da 25 anni a questa parte, ha sempre combattuto sostenendo che si trattava di un attentato alla rete del centro storico".

"Scelte avvalorate da chi nel corso degli anni ha scientemente e programmaticamente limitato l'accesso con una politica della sosta sbagliata, cara nei costi e limitata nell'offerta di posti veramente appetibili, cioé vicini ai negozi, mentre invece le grandi strutture sono servite da ampi parcheggi gratuiti - chiosa Patrignani -. Forse che in questi anni si sia voluto favorire lo spostamento dei flussi dal
suo alveo naturale a quello dei grossi centri? Ma torniamo all'oggi. Perché le grandi firme non entrano? Per la crisi dei consumi? Può essere, ma la congiuntura delle grandi marche spesso è anticiclica. Perché la crisi non favorisce investimenti?".

Analizza Patrignani: "Chi primeggia, tuttavia, non perde business e  apre in varie parti d'Italia. Forse allora che le grandi firme snobbano il nostro centro - potenzialmente formidabile - perché carenti politiche di valorizzazione lo hanno reso poco accessibile e quindi poco appetibile per chi vende? La recente messa a gratuità della prima ora di parcheggio al Foro Annonario con riduzione del costo delle ore successive è secondo Confcommercio un segnale importante dell'amministrazione comunale la quale si è resa conto che le nostre proposte che facciamo da anni di abbassare i costi dei parcheggi erano più che legittime".

"Non osiamo neppure pensare, conoscendo l'onestà intellettuale dei nostri amministratori, che si tratti di un provvedimento ad hoc per il Foro, a cui non facciano seguito provvedimenti similari negli altri parcheggi del centro - continua Patrignani -. La pedonalizzazione di piazza del Popolo, annunciata dal sindaco per il 2015 con costi interamente a carico dei cittadini (3,1 milioni) è invece una scelta
suicida per il commercio del centro e per la città, provvidenziale invece per l'altro grande commercio a ridosso del centro con enormi parcheggi gratuiti. Esattamente, questo è il nodo: letale per gli uni, provvidenziale per gli altri".

"Una scelta che terrà ancora più lontane le grandi firme dal nostro centro, perché - ci chiediamo - chi potrà mai investire dove viene chiuso il re dei parcheggi, il migliore, quello per eccellenza delle città, quello più comodo e ricercato da cinquant'anni? E dove mai vuole andare a parare chi intendechiuderlo?", si chiede il presidente di Confcommercio cesenate.

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