Confcommercio, 73 anni e non sentirli: compleanno per l'associazione cesenate

La nota è firmata da Augusto Patrignani, presidente della Confcommercio cesenate, che festeggia i 73 anni di rappresentanza sul territorio 

"C’è stato qualcuno che ha pensato nel recente passato di poter bypassare, cioè fare come se non ci fossero le organizzazioni di rappresentanza, rivolgendosi direttamente, dal pulpito della politica, ai cittadini e alle imprese e non tenendo conto del ruolo che i corpi intermedi si sono costruiti passo dopo passo nella loro storia, in particolare dal secondo Dopoguerra in poi. Confcommercio festeggia quest’anno i 73 anni di rappresentanza, anche sul territorio cesenate, durante il quale ha accumulato il suo know how e guadagnato la reputazione di associazione di categoria a servizio dello sviluppo e delle imprese. Oggi i venti stanno cambiando e si torna legittimamente a riconoscere il peso e il ruolo insostituibili delle organizzazioni di rappresentanza, ma ugualmente per chi come Confcommercio fa questo mestiere con consapevolezza e senso di responsabilità, la domanda impellente è come aggiornare, adattare ai tempi, vivificare il ruolo della rappresentanza degli interessi delle imprese"

E' quanto si legge in una nota firmata da Augusto Patrignani, presidente della Confcommercio cesenate, che festeggia i 73 anni di rappresentanza sul territorio 

"Un tratto distintivo su cui Confcommercio cesenate sta puntando nella sua azione è quello di coagulare le forze pubbliche e private e di convogliarle in un lavoro di squadra per il perseguimento degli obiettivi del sostegno alle imprese e della crescita economica e sociale. Da anni, cerchiamo di dimostrarlo nei fatti: azioni a favore del brand Romagna, interventi per il rilancio della Valle del Savio con il recupero del lago di Quarto, ora l’integrazione fra le forze sull’emergenza infrastrutturale dei nostri comuni montani dopo il blocco della E45, l’impegno per il raccordo dei turismi integrati, per il collegamento fra cultura e sviluppo economico, la progettualità a favore dei centri storici con interventi di rigenerazione urbana sugli edifici non impiegati per rifunzionalizzarli anche attraverso norme urbanistiche non vincolanti che non tarpino le ali a progetti di recupero".

"Sono tutta una serie di impegni assunti - conclude Patrignani - che apparentemente potrebbero sembrare altro rispetto alla mission tradizionale di una organizzazione di categoria. In realtà la rappresentanza non significa semplicemente erogare servizi alle imprese, fermo restando che questa è una parte peculiare del nostro operato e che Confcommercio nei suoi servizi, sempre più estesi, punta e ha sempre puntato all’eccellenza. Significa accompagnare le imprese fianco a fianco e accompagnare e promuovere lo sviluppo, attraverso la creazione ingegnosa e dinamica di nuove progettualità, abbandonare il rivendicazionismo fine a se stesso passando dalla protesta, peraltro doverosa quando legittima, alla proposta. Sempre costruire, mai limitarsi a distruggere. Per Confcommercio la rappresentanza significa fare la propria parte e provare a mettere insieme pubblico e forze private su partite che promuovano lo sviluppo. Il ruolo della rappresentanza è quello del giocatore a tutto campo, bravo in più ruoli, ma soprattutto votato all’attacco, non un individualista, ma che valorizza la squadra."

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