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Domenica, 5 Dicembre 2021
Economia

Confartigianato Valle Savio: "Fiscalità di vantaggio per le imprese montane"

"Lo sviluppo territoriale, infatti, deve avere un carattere polisettoriale". Lo rimarca il presidente di Confartigianato Valle Savio Valerio Cangini

"L’artigianato conta nelle aree montane imprese pari 29% del totale delle imprese localizzate in queste zone del Paese e al 14% di tutte le imprese artigiane presenti in Italia. Per favorire l’imprenditoria artigiana è ora di riconoscere che lo sviluppo montano non è solo sviluppo agricolo. Lo sviluppo territoriale, infatti, deve avere un carattere polisettoriale". Lo rimarca il presidente di Confartigianato Valle Savio Valerio Cangini.

"Il tema - afferma - è stato al centro del convegno “Montagne, un nuovo inizio” all’Università della Montagna Unimont .La tendenza allo spopolamento delle montagne può essere invertita favorendo l’insediamento di giovani attraverso la creazione di nuove imprese che operino in una logica di economia circolare e il lavoro da remoto. Per questo occorre un’azione su due fronti: creare una fiscalità di vantaggio per incentivare le imprese a restare nei territori montani e attrarre nuove imprese; estendere le agevolazioni di cui gode il mondo agricolo anche alle imprese artigiane. In questo si potrebbe seguire il modello della Francia che ha istituito delle zone di rivitalizzazione rurale che non distinguono il regime degli aiuti rispetto alla categoria agricola o altra di attività commerciale".

"Confartigianato - aggiunge il Gruppo di Presidenza Confartigianato Cesena - è stata chiamata a partecipare al nuovo Tavolo tecnico scientifico per la Montagna istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, nell’ambito del quale sta contribuendo alla scrittura del nuovo Progetto di Legge per la montagna con proposte che riguardano le imprese di montagna. Il Governo ha stanziato un miliardo di euro per far fronte all’emergenza economica che i territori montani hanno subito nel corso della pandemia".

"Tutto questo però non basta: Confartigianato chiede non più misure risarcitorie, ma una strategia di rilancio e un progetto di sviluppo della montagna italiane,attraverso politiche pubbliche mirate, per garantire innanzitutto i servizi essenziali più efficaci e lavorare per evitare lo spopolamento e rilanciare artigianato, agricoltura, turismo e terziario", conclude.

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