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Confartigianato: "Riaprire saloni di acconciatura ed estetica è questione di salute pubblica"

“Da quando i saloni sono stati fatti chiudere - afferma la presidente - per l'ingresso in zona rossa, gli abusivi stanno dilagando nel nostro territorio"

Riaprire i saloni di acconciatura e estetica è una questione di salute pubblica, oltreché di equità. L'appello è di Confartigianato Benessere Cesena, che associa nel  territorio cesenate acconciatori, estetisti, odontotecnici, produttori di cosmetici, fitness e palestre, valore aggiunto per il miglioramento della qualità della vita e del bil, il benessere interno lordo. La presidente è l’acconciatrice Sandra Castorri.

“Da quando i saloni sono stati fatti chiudere - afferma la presidente - per l'ingresso in zona rossa, gli abusivi stanno dilagando nel nostro territorio: parrucchieri, barbieri ed estetiste senza qualifica e senza le minime misure di sicurezza stanno lavorando andando in casa dei clienti o ricevendo i clienti nel proprio domicilio, approfittando della chiusura dei saloni a causa della zona rossa e delle chiusure imposte. La situazione sta superando il livello di guardia e a questo punto riaprire i saloni di parrucchiere e barbieri, oltre che i centri estetici, non è solo un modo per preservare un settore che ha sofferto più di altri, quanto una vera e propria questione di salute pubblica”.

“Stiamo assistendo infatti – prosegue la presidente Castorri - a fenomeni di abusivismo inaccettabili come si può appurare navigando sul web: i nostri saloni sono facilmente controllabili e restano chiusi, mentre il lavoro nero impazza, facendosi beffe delle più basilari regole di sicurezza. I controlli debbono essere molto più accurati e serrati di quanto non si stia facendo. “Abbiamo scritto al Ministro dello Sviluppo Economico Giorgetti – aggiunge la presidente di Confartigianato Benessere Cesena Sandra Castorri - , sottolineando come la situazione sia ormai ingestibile e che tenere chiusi i saloni, che hanno protocolli e attenzioni verificabili e molto stringenti, va esattamente nella direzione opposta allo spirito del provvedimento. Il proliferare degli abusivi fa sì che il rischio di contagio venga amplificato. Abbiamo dunque chiesto che il Ministro intervenga per favorire una modifica del Dpcm del 2 marzo consentendo dunque lo svolgimento delle attività di acconciatura ed estetica nelle zone rosse e combattendo così in modo efficace gli abusivi”.

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