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Confartigianato: "Le piccole imprese attaccate da un esercito di sleali"

"Una situazione da contrastare con la massima decisione attraverso provvedimenti da mettere al centro dell’agenda politica", evidenzia Confartigianato

"Due imprese artigiane su tre soffrono la concorrenza sleale del sommerso". Il Gruppo di Presidenza Confartigianato Cesena snocciola i dati di un’indagine nazionale, che ha incluso anche l’analisi del territorio cesenate e romagnolo. Confartigianato Federimpresa Cesena ribadisce "che le nostre piccole imprese sono costrette a competere con gli irregolari impuniti". E quindi presenta i dati: "Negli undici settori dove il lavoro irregolare è superiore alla media, nel 2017 sono esposte alla concorrenza sleale del sommerso a quasi i due terzi (64,7%) dell’artigianato nazionale, che danno lavoro a 1.339.401 addetti, circa la metà (49,7%) dell’occupazione dell’artigianato".

Nel dettaglio, i maggiori comparti dove si riscontra un'elevata irregolarità sono quelli delle "costruzioni", con 501.834 imprese artigiane (37,8% dell’artigianato nazionale) ed un tasso di lavoro irregolare del 16,9%; quelli degli "Altri servizi alla persona", con 191.917 imprese (14,5%) ed un tasso del 25,2%; quelli dei "trasporti e magazzinaggio", con 85.706 imprese (6,5%) ed un tasso del 19,9%; e quelli dei "servizi di alloggio e di ristorazione", con 48.652 imprese (3,7%) ed un tasso del 26,7%. L’analisi degli ultimi dati disponibili evidenzia che nel quadriennio 2011-2015 la crescita del valore aggiunto del sommerso (+1,8%) è trainata dal +8,7% del valore aggiunto riconducibile al lavoro non regolare”.

"La crescente presenza sul mercato di figure autonome irregolari è evidente nel lungo periodo - viene evidenziato -. In quattro anni crolla del 5,1% il lavoro indipendente regolare mentre salgono del 2,5% gli indipendenti irregolari, intensificando il fenomeno dell’abusivismo e della concorrenza sleale nei confronti delle imprese artigiane regolari. Tale andamento spinge il tasso di irregolarità del lavoro indipendente al 14,8%, il massimo degli ultimi 20 anni. Una situazione da contrastare con la massima decisione attraverso provvedimenti da mettere al centro dell’agenda politica”.

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