Confartigianato day: lo statuto delle pmi è sulla carta

La rivoluzione copernicana che finalmente riconosce la centralità delle imprese è avvenuta concettualmente anche a livello parlamentare, ma si tratta di applicarla

La rivoluzione copernicana che finalmente riconosce la centralità delle imprese è avvenuta concettualmente anche a livello parlamentare, ma si tratta di applicarla: ora deve tramutarsi da idea in fatti. È stato il leit motiv del partecipatissimo Confartigianato day (oltre cento gli imprenditori intervenuti) tenutosi lunedì sera alla sala convegni della sede di via Alpi di Confartigianato Federimpresa Cesena, presente anche una larga rappresentanza del mondo politico, istituzionale, economico, associativo e bancario territoriale.

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Apertura del presidente Lorena Fantozzi, interventi del segretario Stefano Bernacci, dell’on. Raffaello Vignali, che ha parlato dello statuto delle imprese e del suo libro “La grandezza dei piccoli” e conclusione del segretario nazionale Cesare Fumagalli. Lo statuto delle imprese, corpus dei principi e dei diritti necessari a tutelare le Pmi è stato approvato all’unanimità dal Parlamento è può rappresentare, se non resterà lettera morta, una rivoluzione copernicana per l’intero tessuto economico del nostro Paese. “Si è sempre pensato – ha rimarcato il vice Presidente della Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati ed ex presidente della Compagnia delle Opere Vignali – di fare il bene del Paese garantendo il successo alle grandi imprese. Lo Statuto inverte la rotta _: al centro dell’interesse nazionale devono stare le Pmi, cioè il 99 per cento delle aziende italiane. Ma la rivoluzione in corso non è solo una questione economica, è anche e soprattutto una questione culturale”.

Alla lotta per il riconoscimento dei diritti dei più piccoli Vignali ha dedicato un appassionato volume. donato da Confartigianato ai propri associati e ai partecipanti al convegno: “La grandezza dei piccoli. Lo Statuto delle imprese: una rivoluzione copernicana”, uscito per i tipi Guerini e Associati. “Il libro nasce – ha puntualizzato Vignali– da una precisa esigenza: spiegare a tutti chi siano i piccoli protagonisti dell’economia, i cosiddetti piccoli e invisibili. Anche se il grande pubblico ne ignora completamente l’esistenza, bisogna far capire a tutti che sono loro i possibili protagonisti di una ripresa economica”. Il segretario nazionale Fumagalli ha a sua volta puntualizzato che occorre dare corpo e interventi allo statuto cominciando ad applicare il criterio della proporzionalità in virtù del quale le piccole imprese non debbono più essere considerate e trattate legislativamente alla stregua di grandi imprese in sedicesimi. Nei recenti decreti governativi qualche primo passo in questo senso è stato riscontrato, ma bisogna fare molto di più.

Il segretario Bernacci ha invece rivolto agli interlocutori territoriali quattro sfide per salvare la piccola impresa e sprigionarne finalmente tutta la intrinseca grandezza: nuovi rapporti tra pubblico e privato e tra organizzazioni delle piccole imprese in chiave più unitaria (a cominciare da Confartigianato e Cna proseguendo il percorso avviato con la manifestazione unitaria del 26 maggio), nuovi rapporti più proficui
anche tra banche e imprese e interventi innovativi nel settore dell’educazione in cui Confartigianato lancerà un segnale con la creazione a settembre di un campus per imprese e colaboratori.

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