Confartigianato day, Bernacci: "Mettere al centro problemi e bisogni dei giovani"

“Con il nostro Confartigianato day 2018 l’auspicio è di avviare l'apertura di un largo dibattito sulla centralità dei giovani per costruire il futuro del territorio ’I care’", rimarca il segretario Confartigianato Cesena Stefano Bernacci

Calo di imprese giovanili nel nostro territorio, ma prima ancora a monte una questione formativa, educativa e culturale che riguarda la centralità dei giovani da rilanciare al centro dell’agenda politica e del dibattito territoriale. Sono alcuni dei temi salienti del Confartigianato day, l’evento più importante di Confartigianato Federimpresa Cesena (tremila imprese associate, per cinque cinquemila imprenditori) che si terrà giovedì alle 20.45 nella sede cesenate di via Alpi 49. Titolo: “I care. Mi sta a cuore! Investiamo sui giovani per costruire futuro”. L'evento nel corso del tempo ha sempre messo a fuoco problematiche nevralgiche per lo sviluppo con relatori di eccezione. Anche quest'anno il parterre non sarà da meno. Interverranno Marco Granelli, presidente Confartigianato Emilia Romagna; Damiano Pietiir, presidente dei Giovani imprenditori Confartigianato; Mauro Tosi, dirigente scolastico dell’istituto “Mariu Curie” di Savignano; Enrico Sangiorgi, prorettore dell’Università Bologna e Giulio Sapelli, professore di Storia Economica dell’Università di Milano ed editorialista.

“Con il nostro Confartigianato day 2018 l’auspicio è di avviare l'apertura di un largo dibattito sulla centralità dei giovani per costruire il futuro del territorio ’I care’ - rimarca il segretario Confartigianato Cesena Stefano Bernacci - è la frase-titolo da cui siamo partiti quest’anno per concentrare la riflessione sul tema giovani, formazione e competenze, perché siamo convinti che investire sui giovani significhi investire sul nostro futuro e puntare sui giovani guardando al futuro rappresenti una parte di contributo che anche noi comeConfartigianato possiamo dare al territorio. L’espressione ’I care’ proviene dalla tradizione americana del Novecento ha per noi un significato ancora più forte poiché ci riporta all’esperienza della scuola di Barbiana dove Don Milani ha sviluppato la il suo rapporto educativo e formativo con i giovani. La traduzione letterale è “me ne faccio carico”, “mi preoccupo”, “ci penso io”: la sintesi di un’offerta, di una disponibilità in un contesto in cui troppo spesso le rivendicazioni, le invettive, le lotte rappresentano la gran parte della spinta sociale. Mai come in questo momento c’è forse bisogno di una nuova socialità in una fase in cui i social hanno spinto le persone all’interno di quattro mura e troppo spesso esaltano la parte più rabbiosa e antagonista della partecipazione al bene comune”.

“Dare voce ai giovani - prosegue il segretario Bernacci -, migliorare le loro condizioni di formazione, creare opportunità di inserimento nel mondo del lavoro, costruire un welfare di comunità inclusivo anche per le loro esigenze (ad esempio il problema della casa per le giovani coppie o il tema degli asili per coloro che lavorano) deve diventare la priorità per il sistema territoriale. Non è solo responsabilità della politica, della scuola e delle imprese. È un tema di comunità ed è un fattore di competitività territoriale. Avere un ambiente favorevole allo sviluppo, un contesto in cui si vive bene, con servizi di qualità aiuta a mantenere in loco le migliori competenze professionali. Investire sull’accrescimento delle competenze rappresenta uno degli investimenti i migliori per aiutare le imprese a competere meglio su mercati dove anche con il digitale e la robotica i fattori che faranno la differenza saranno ’intelligenza, le conoscenze, la creatività e la passione delle persone”.

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