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Confartigianato Cesena: "Per la moda perdite pesanti. Ristori a tutti in base al calo di fatturato"

E’ di poche settimane fa il varo del Decreto Ristori Bis, l’ennesimo che dovrebbe mitigare l’impatto del Covid sulle imprese e Confartigianato monitora l’effettiva ricaduta che sta avendo finora questo tipo di provvedimenti

Anche nel Cesenate per il variegato settore dell’artigianato si chiude un 2020 caratterizzato dall’emergenza scaturita dal Covid-19. “I comparti economici che hanno accumulato le perdite più significative durante il lockdown e che stanno cercando di reagire a questa fase molto critica - mette in luce ll Gruppo di Presidenza formato da Stefano Ruffilli, Daniela Pedduzza e Marcello Grassi - sono quelli della moda e dei mobili, insieme ai comparti legati al turismo, alla ristorazione, agli eventi, in cui operano numerose imprese artigiane, dai fotografi al trasporto di persone".

"Ma gli artigiani e le piccole imprese hanno anche dato una grande prova di reattività alle difficoltà create dalla pandemia, innanzitutto sul fronte degli investimenti in tecnologie digitali e della diversificazione delle modalità di vendita - proseguono -. Durante questi mesi di crisi sono aumentati considerevolmente  i piccoli imprenditori che hanno utilizzato l’e-commerce per vendere i loro prodotti. L’uso di canali alternativi di vendita è stato più diffuso
nelle imprese dell’alimentare, seguite da quelle dei servizi e del manifatturiero in generale”.

E’ di poche settimane fa il varo del Decreto Ristori Bis, l’ennesimo che dovrebbe mitigare l’impatto del Covid sulle imprese e Confartigianato monitora l’effettiva ricaduta che sta avendo finora questo tipo di provvedimenti. “Grazie alle nostre azioni nei confronti del Governo - rimarca il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena - abbiamo ottenuto che il Ristori bis venisse in parte corretto per includere settori in cui operano artigiani e piccole imprese e che non erano compresi nel primo Dl Ristori. Nonostante questo, i provvedimenti del Governo mostrano troppe complessità e rischiano di discriminare imprese di settori affini".

"Per questo noi insistiamo nel dire basta con la rincorsa dei Codici Ateco - viene evidenziato -. Bisogna indennizzare tutti gli imprenditori che hanno subito gravi perdite di fatturato, indipendentemente dalla loro appartenenza a settori e ambiti di mercato, e con un riferimento temporale al semestre più aggiornato del 2020 e non più al solo mese di aprile. Per individuare i fatturati che sono crollati è  sufficiente utilizzare e confrontare i dati della fatturazione elettronica, obbligatoria per le imprese dal 2019,  già in possesso della Pubblica amministrazione”.

Sullo sfondo si colloca la robusta iniezione di fondi europei attesi dall’Italia che rappresenta un’occasione da non sciupare. “Gli assi di intervento per noi prioritari - sottolinea il Gruppo di Presidenza Confartigianato cesenate - sono gli  investimenti in infrastrutture materiali e immateriali di collegamento delle persone, delle merci e delle informazioni".

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