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Confartigianato: "Ammortizzatori da rilanciare, apprendistato e sostegno agli istituti professionali"

"Confartigianato - aggiunge il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena - chiede  di estendere le tutele degli ammortizzatori sociali alle aree oggi escluse"

Confartigianato si sta confrontando con il Governo sulla riforma degli ammortizzatori sociali, materia calda per le imprese e i lavoratori del Cesenate. La questione viene affrontata  in quattro fasi: procedure, perimetro degli strumenti, costi e ripartizione dei pesi finanziari, modalità di gestione degli strumenti. Nella riunione odierna è stato trattato il tema delle procedure.

"Confartigianato-  spiega il Gruppo di Presidenza Cesena (Stefano Ruffilli, Daniela Pedduzza e Marcello Grassi) -  apprezzamento per la firma del decreto di variazione dei capitoli di bilancio che consentirà di velocizzare il trasferimento delle risorse a Fsba (Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato) per consentire il pagamento delle sospensioni degli ultimi mesi. Le procedure interne del fondo sono molto efficaci e garantiscono i pagamenti in tempi rapidi. Confartigianato chiede che la riforma a regime dovrà eliminare le attuali aree di scopertura, potenziare il legame degli ammortizzatori con efficaci politiche attive del lavoro, salvaguardando e valorizzando l’esperienza positiva del Fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato. Fsba è infatti il fondo bilaterale che dà copertura a tutti i lavoratori dipendenti dalle imprese artigiane, senza limiti dimensionali, che in questo anno di pandemia ha erogato prestazioni di sostegno al reddito Covid19 a 750mila lavoratori dipendenti da oltre 200mila imprese, migliaia nel Cesenate".

"Confartigianato - aggiunge il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Cesena - chiede  di estendere le tutele degli ammortizzatori sociali alle aree oggi escluse, come le imprese non industriali fino a 5 dipendenti, mantenendo però le attuali peculiarità di settori come l’artigianato che si fonda sulla bilateralità e conta sull’efficienza e sulla semplicità di utilizzo del proprio Fondo di solidarietà bilaterale. Sì, quindi, ad ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori, no ad un unico ammortizzatore sociale identico per tutti i settori. Per dare risposte efficaci ai problemi dell’occupazione, in particolare giovanile e femminile, Confartigianato sollecitato investimenti sulla formazione per accrescere le competenze tecniche evolute imposte dalla rivoluzione digitale e creare le professionalità richieste dalle imprese e spesso di difficile reperimento. Fondamentale è anche  il rilancio degli istituti professionali e tecnici e il potenziamento dell’apprendistato, sia quello duale di primo livello, che consente di conseguire diplomi e qualifiche professionali unendo istruzione e formazione sul posto di lavoro, sia quello professionalizzante. Occorre infine, con la necessaria gradualità, trovare soluzioni che consentano uno sblocco dei licenziamenti accompagnato da adeguati ammortizzatori sociali, politiche attive del lavoro e sostegni alle imprese."

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