Lunedì, 21 Giugno 2021
Economia

Confartigianato a Bonaccini: "Si controlli chi sgarra senza restrizioni alle imprese"

“Gli abbiamo fatto presente – prosegue il Gruppo di Presidenza – che gli imprenditori percepiscono un clima di colpevolizzazione delle loro attività che faticosamente stanno tentando di mantenere in vita"

Anche Confartigianato, unitamente alle altre organizzazioni economiche che cooperano nel tavolo regionale dell’imprenditoria, ha firmato una lettera inviata al presidente della Regione Bonaccini. “A fronte della nuova impennata dei contagi e alla crescente preoccupazione delle nostre imprese rispetto alle annunciate restrizioni – spiega il Gruppo di Presidenza di Confartigianato Federimpresa Cesena – ci siamo rivolti a Bonaccini, presidente della nostra Regione e della Conferenza delle Regioni, quindi interlocutore privilegiato del Governo nazionale”.

“Gli abbiamo fatto presente – prosegue il Gruppo di Presidenza – che gli imprenditori percepiscono un clima di colpevolizzazione delle loro attività che faticosamente stanno tentando di mantenere in vita negli annunci di future, nuove e ipotetiche restrizioni, il tutto a fronte di
una inaccettabile tolleranza di comportamenti inappropriati di molti, e non certo di chi lavora in impresa attento al rispetto dei protocollo.
Un esempio su tutti è dato dall’obbligo dell’entrata in vigore della mascherina anche all’aperto con controlli che, ad oggi, risultano poco
rigorosi. Confartigianato crede che, così come è stato fatto nella primavera scorsa in Emilia Romagna con la redazione dei protocolli anti-contagio, sia opportuno un maggiore ascolto delle rappresentanze delle attività economiche, in grado di fornire indicazioni pratiche su come gestire le criticità”.

“Invertire la curva dei contagi è interesse di tutti, ma chi gestisce un’impresa – aggiunge il Gruppo di Presidenza Confartigianato – ha un
interesse ancora più forte ad adottare con rigore le misure anti contagio, perché su di lui pende la spada di Damocle di una nuova stretta generalizzata che equivarrebbe alla chiusura definitiva dell’attività. In altri termini: per le imprese è questione di vita o di morte economica. Le imprese hanno già dimostrato di sapere rispettare le regole tra cui il distanziamento sociale e l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, ma non è in loro capo la gestione di comportamenti irresponsabili al di fuori dei luoghi di lavoro. Pertanto chiediamo che i controlli nei confronti di quelle situazioni che si pongono al di fuori delle norme siano più sistematici, senza che eventuali restrizioni penalizzino chi lavora”.

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