Concessioni balneari, Cna: "Legittime le richieste degli operatori"

Il documento suggerisce di agire su un doppio binario. Da un lato indire da subito gare solo per i tratti di litorale liberi; mentre, per riassegnare tratti di costa già concessi, si chiede di riconoscere il legittimo affidamento agli attuali concessionari.

La "direttiva sui servizi" (Bolkestein), approvata oltre 10 anni fa e ciclicamente alla ribalta, sancisce la parità di tutte le imprese europee nell’accesso ai mercati dell’Unione. Stabilisce anche che quasi tutte le concessioni pubbliche, come le spiagge, possano essere concesse ai privati solo per un tempo determinato e, alla scadenza, rimesse pubblicamente a gara. "Dallo studio si rileva – afferma Stefano Rossi, responsabile di Cna Balneatori Forlì-Cesena – come, in nessun paese d’Europa, la disciplina sulle concessioni balneari possa definirsi ottimale e che ogni riforma debba essere adattata alle esigenze locali. In Italia si deve tener conto dell’esistenza di una grande disponibilità di spiagge ancora assegnabili; di conseguenza non possono evocarsi eventuali ostacoli alla concorrenza".

Il documento suggerisce di agire su un doppio binario. Da un lato indire da subito gare solo per i tratti di litorale liberi; mentre, per riassegnare tratti di costa già concessi, si chiede di riconoscere il legittimo affidamento agli attuali concessionari. "Questo per tre motivi - conclude Rossi - togliere dall’attuale stato di incertezza le imprese che rischiano di non poter pianificare investimenti nuovi necessari per affrontare le sfide emergenti della competizione turistica, per permettere alle imprese di rientrare dagli investimenti fatti e per consentire al sistema della balneazione territoriale politiche con protagonisti certi, almeno nel medio periodo".

Le conclusioni dello studio (Italian State Beach Concessions and Directive 2006/123/EC in the European Context), avviato su richiesta del Comitato europeo sulle petizioni dell’Europarlamento ed autorevole sotto il profilo scientifico, dimostrano che le richieste avanzate da CNA al Governo ed al Parlamento, sono legittime e non animate esclusivamente da interessi di parte; sono suffragate da fonte terza e possono essere sostenute, a tutti gli effetti, per restituire certezza a migliaia di imprenditori che chiedono solo di poter svolgere al meglio il proprio lavoro.

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