Come sta l'economia cesenate? L'analisi di Confesercenti è tra luci ed ombre

"Le imprese commerciali non guardano al futuro con molta fiducia: solo l’11% crede in un miglioramento in tempi medio-brevi"

Il commercio cesenate presenta un quadro dove c'è più ombra che luce. Burocrazia, tasse, costo degli affitti, calo dei consumi, concorrenza dell' e-commerce sono i suoi punti deboli. Le soluzioni non sono al momento dietro l'angolo, ma esaminare i problemi sono una via per tentare di risolverli e la Confesercenti di Cesena ha dato il suo contributo, resta alla politica fare il suo corso.  

Presentato nella sala di presidenza della Confesercenti di Cesena l'indagine “Andamento dell'Economia Cesenate – Parere delle Imprese del settore Commercio, Turismo e Servizi”. Un rapporto che da molti anni l'associazione presenta e che si è sempre caratterizzato per essere molto attendibile. L'indagine, che interessa un campione di duecento imprese del territorio cesenate (selezionate meticolosamente in base a vari parametri come la tipologia commerciale, il numero di addetti, impresa familiare,  località, l'anzianità d'esercizio,  investimenti ecc.), di solito sempre le stesse e con poche variazioni proprio per avere un quadro di riferimento nei confronti degli anni passati il più attendibile possibile, si svolge tra il 16 luglio e il 22 luglio.

Questa volta per presenziare alla lettura dei dati e commentarli erano presenti, oltre al presidente di Confesercenti Cesare Soldati, al direttore della sede Vanni Zanfini, al direttore di Confesercenti Cesenate Graziano Gozi, l'assessore regionale al commercio e turismo Andrea Corsini e il sindaco Enzo Lattuca.

 “La ricerca – spiega Graziano Gozi  – è stata somministrata ad un campione di duecento imprese del territorio e si pone l’obiettivo di mettere a fuoco l’andamento di un settore che da diverso tempo sta attraversando significative difficoltà. Le domande spaziavano su diversi temi. In relazione alla tendenza in atto in termini di fatturato il 20% degli interpellati ha affermato di conoscere un momento di crescita (28% nel 2018); il 39% stabile (stesso dato nel 2018) ed il 41% in calo (33% nel 2018). Le imprese commerciali non guardano al futuro con molta fiducia: l’11% crede in un miglioramento della situazione economica in tempi medio/brevi (21% nel 2018); il 58% ritiene che le cose non miglioreranno (51% nel 2018) ed il 31% non si esprime (28% lo scorso anno)”. “In relazione alle prospettive occupazionali – continua il direttore – il 10% prevede di assumere nuovo personale (18% nel 2018), il 64% di mantenere la situazione attuale (60% nel 2018) e il 26% di diminuire la manodopera (22% lo scorso anno). Fra le imprese che hanno fatto ricorso al credito bancario, solo il 16% lo ha fatto per investimenti (37% nel 2018) mentre il 74% ha esigenze di liquidità (63% lo scorso anno) ed il 10% per altri motivi”.  Resta invariata la richiesta delle imprese di agire sul tema delle tasse e burocrazia, due momenti che gravano sempre di più ostacolando la ripresa.

A questo riguardo giova sottolineare che il peso della tassazione nazionale è sentito dal 31% dei commercianti (19% nel 2018), mentre su quelle locali si nota un miglioramento al 10% (13% lo scorso anno). Tutto questo a fronte di una situazione generale italiana ancora vocata alla stagnazione, infatti: “ Sullo sfondo il dato nazionale – continua Gozi - che vede il Pil in crescita di uno 0,3%, a oggi in leggera ripresa rispetto gli ultimi due trimestri del 2018, ma con una crisi dei consumi nel mondo del commercio al dettaglio che non accenna a diminuire (- 1,8%).” In base  ai dati emersi sia l’assessore regionale Andrea Corsini che il sindaco Enzo Lattuca hanno ribadito l’impegno a mettere in campo misure concrete a sostegno delle imprese esistenti e di quelle che nasceranno.

 Hanno evidenziato come  i temi “caldi” restano quelli di tasse e burocrazia mentre un altro tema da affrontare è quello del caro affitti, soprattutto nei centri storici e riguardo l'e-commerce ancora in Italia il fenomeno non si è sviluppato pienamente come in altri stati e bisognerà certamente mettervi mano. In quest’ottica appare centrale il lavoro già cominciato per la riforma la legge 41 sul commercio, su questo  l’assessore  Corsini ha sottolineato il ruolo della Regione Emilia Romagna e la necessità di erogare quanti più contributi possibili non solo ai comuni, ma anche in via diretta ai commercianti, attraverso bandi di innovazione e riqualificazione.

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Da parte sua  Enzo Lattuca ha ricordato che quello che accade nel territorio cesenate non è tanto diverso dalle situazioni di altri comuni della Romagna, i dati raccolti sul campo aiutano a contestualizzare meglio e a capire in quale direzione andare e l’amministrazione comunale ribadisce la massima disponibilità a sostenere chi vuole fare impresa, perché incontri meno ostacoli possibili. “I commercianti hanno bisogno di scommettere sul futuro -  ha commentato il presidente della sede Confesercenti di Cesena Vanni Zanfini- ma si sentono soli, senza appoggi, vivono nell’incertezza. Chi deve aprire o deve ristrutturare un'attività si trova davanti uno scenario burocratico demotivante, in un mercato che già di per sé è diventato più difficile. Qui bisogna agire, e velocemente, per eliminare queste difficoltà che bloccano l’imprenditore”

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