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Cna contro le 'vetrine vuote': "Facilitare l’apertura delle nuove attività artigianali"

"L’urgenza di intervento è motivata dalla prontezza con al quale tutti vogliamo affrontare il periodo post pandemico in un’azione complessiva di rilancio e sostegno dell’economia"

 Il Comune di Bagno di Romagna, nella persona del sindaco Marco Baccini, di concerto con le Associazioni di categoria, ha inviato al presidente regionale Stefano Bonaccini e agli assessori Vincenzo Colla e Barbara Losi una comunicazione per sensibilizzare gli organi di governo sulle difficoltà che incontrano i cambi di destinazione d’uso dei locali siti nei centri urbani.

"In particolare - spiegano Piergiorgio Matassoni e Sandro Siboni, rispettivamente responsabile e presidente di CNA Cesena Val Savio -  ci riferiamo al cambio di destinazione fra locali commerciali (cat. catastale c1) e locali di artigianato di servizio (cat. catastale c3) e viceversa. L’art. 28 della legge regionale 15/2013 prevede oneri pesantissimi. Questa situazione incide pesantemente sulla volontà di aprire nuove attività nei centri urbani, contribuendo in maniera decisiva al fenomeno delle “vetrine vuote”. La delicata situazione economica che stiamo vivendo rende ancora più difficile il tutto. La richiesta che viene presentata è quindi quella di una modifica della disposizione in vigore che equipari nella medesima categoria funzionale il commercio all’artigianato di servizio, in analogia e coerenza con la disciplina regionale del contributo di costruzione".

"L’urgenza di intervento è motivata dalla prontezza con al quale tutti vogliamo affrontare il periodo post pandemico in un’azione complessiva di rilancio e sostegno dell’economia, senza la quale ci troveremo costretti ad affrontare una desertificazione commerciale crescente, con tutte le conseguenze e gravità conseguenti. La prospettata semplificazione incentiverebbe l’insediamento di attività di artigianato di servizio e del commercio, donando uova linfa ai centri abitati, anche in un’ottica di qualificazione e recupero del patrimonio edilizio esistente e di contrasto alla desertificazione dei centri storici. Auspichiamo che tale sollecitazione che riguarda in maniera importante tutti i Comuni della provincia sia tenuta in debita considerazione dal Governo regionale e che di conseguenza si attivi in tempi rapidi una procedura di modifica della normativa regionale interessata".

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