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Tagliati fuori dal mondo del lavoro: trovano una collocazione con tirocini e "Cittadinanza attiva"

Il progetto si rivolge a chi ha già qualche competenza spendibile nel mondo del lavoro, magari per chi, seppur in possesso di esperienze e professionalità, si è trovato temporaneamente tagliato fuori dal mondo del lavoro

Undici savignanesi in temporanea difficoltà, già in carico ai Servizi sociali, sono tornati in contatto con il mondo del lavoro e del volontariato a Savignano grazie ai nuovi progetti di inserimento lavorativo avviati dall'Unione Rubicone e Mare, partecipando ai progetti di cittadinanza attiva e tirocinio ideati da Servizi sociali e Asp per il coinvolgimento delle fasce più deboli della popolazione. Le “esperienze di cittadinanza attiva” avviate a Savignano negli ultimi due mesi sono sette: da settembre a oggi, infatti, sette cittadini savignanesi in temporanea difficoltà hanno avuto modo di rientrare in contatto con il tessuto economico e sociale tramite questa innovativa formula di recupero e sviluppo di autonomie e competenze personali. L'esperienza di cittadinanza attiva volontaria è infatti pensata per chi non ha competenze specialistiche, prevedendo un contributo per il cittadino coinvolto a fronte di un suo impegno in semplici attività nell'ambito di associazioni o cooperative sociali, per esempio per mansioni di manutenzione, vigilanza o accompagnamento.

“Gli educatori del servizio Adulti – spiega il vicesindaco con delega ai Servizi sociali Nicola Dellapasqua - fanno da tramite tra i lavoratori coinvolti e le realtà che li accolgono, con un duplice risultato: il lavoratore torna a inserirsi in un contesto sociale attivo, viene chiamato a “fare la sua parte” nella comunità, mentre cooperative e associazioni possono contare sull'impegno di una persona in più in organico senza però sostenerne i costi di retribuzione. L'auspicio è che, anche una volta terminata l'esperienza, i cittadini coinvolti rimangano comunque attivi nell'associazione che li ha ospitati, consolidando rapporti e amicizie e sviluppando contemporaneamente una serie di competenze. Con questo tipo di esperienza si passa da una presa in carico meramente assistenziale degli utenti dei servizi sociali ad un coinvolgimento attivo, che chiede all'utente impegno e responsabilizzazione”.

Parallelamente si rafforzano anche i percorsi di tirocinio, con quattro savignanesi già inseriti in altrettante aziende. ll tirocinio, normato a livello regionale, permette a chi si trova in situazioni di temporanea fragilità di lavorare per un periodo di tre-cinque mesi in aziende e cooperative del territorio, percependo una retribuzione - stabilita in tutta l'Emilia Romagna dalla Regione - a carico non dell'azienda ma dell'Unione stessa. Il progetto si rivolge a chi ha già qualche competenza spendibile nel mondo del lavoro, magari per chi, seppur in possesso di esperienze e professionalità, si è trovato temporaneamente tagliato fuori dal mondo del lavoro. Al termine le competenze acquisite o perfezionate vengono certificate da un ente formativo, andando quindi ad arricchire il curriculum del lavoratore. Possibile anche, qualora ce ne fosse la possibilità, l'assunzione del lavoratore da parte dell'azienda stessa, al pari di ogni altro tirocinio.

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