Coldiretti

"Cinghiali, un flagello per le campagne": centinaia di agricoltori di Coldiretti Forlì-Cesena alla protesta a Bologna

Centinaia gli agricoltori di Coldiretti Forlì-Cesena, guidati dal vice presidente Andrea Ferrini e dal direttore Alessandro Corsini e scortati da oltre 150 trattori, hanno sfilato in corteo su via Stalingrado

"I cinghiali non rappresentano più solo un problema per i raccolti dei nostri agricoltori, ma anche per la sicurezza dei cittadini. Coldiretti è in piazza oggi per dare un messaggio ancora più forte a tutte le Istituzioni e accendere i riflettori sui danni e i pericoli causati dai cinghiali e dalla fauna selvatica incontrollata. Siamo qui a chiedere l’adozione di un piano regionale straordinario per la gestione e il contenimento della fauna selvatica”. Lo ha detto il presidente regionale di Coldiretti, Nicola Bertinelli in occasione della mobilitazione che ha visto oltre 4mila agricoltori da tutta l’Emilia-Romagna scendere in piazza e sfilare in corteo fino alla sede della Regione per denunciare i problemi sanitari, sociali, economici e ambientali causati dai cinghiali e da tutta la fauna selvatica.

Centinaia gli agricoltori di Coldiretti Forlì-Cesena, guidati dal vice presidente Andrea Ferrini e dal direttore Alessandro Corsini e scortati da oltre 150 trattori, hanno sfilato in corteo su via Stalingrado e hanno raggiunto il palazzo della Regione, guidati dal Presidente Bertinelli, dal direttore regionale Marco Allaria Olivieri e dai presidenti e dai direttori provinciali. Presente anche una folta delegazione di sindaci e rappresentanti delle amministrazioni comunali da tutta la regione. Accanto al palco dal quale gli imprenditori che hanno denunciato i danni arrecati alle loro aziende dai cinghiali, Coldiretti regionale ha allestito una mostra dei prodotti del nostro territorio preda dei selvatici e a rischio blocco esportazioni a causa della Psa. Si va dai salumi Dop piacentini alla patata di Bologna, dalla cipolla di Medicina alle ciliegie di Villanova, passando per angurie, meloni, mais, grano, pesche e albicocche.

“I selvatici distruggono le nostre produzioni di eccellenza, mettendo a rischio un parte significativa di un export che nel 2023 ha raggiunto gli 11 miliardi di euro di valore - ha detto il direttore regionale di Coldiretti, Marco Allaria Olivieri -. Inoltre i cinghiali hanno una responsabilità fondamentale per la diffusione della peste suina africana. È a rischio la sopravvivenza di 31mila allevamenti italiani e un intero comparto strategico dell’agroalimentare made in Italy, che genera un fatturato di 20 miliardi di euro l’anno e garantisce occupazione a 100 mila persone in Italia”.

Numerose anche le testimonianze di giovani agricoltori di Coldiretti che hanno raccontato come stia diventando per loro insostenibile il vedere messi a rischio gli investimenti effettuati per insediarsi. In particolar modo per chi lavora nelle aree collinari a montane: si rischia di perdere il presidio da parte di chi svolge un ruolo di veri e proprio custodi del territorio. In video collegamento da Roma ha partecipato alla mobilitazione anche il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo che ha detto: “Siamo scesi in piazza per difendere i prodotti della nostra terra e del nostro lavoro dall’invasione incontrollata dei selvatici che danneggiando le nostre eccellenze mettono a rischio elementi fondamentali della dieta mediterranea. Una dieta mediterranea - ha continuato Gesmundo - che già deve difendersi dagli attacchi di un manipolo di multinazionali tra le più grandi, con la complicità di Unionfood presieduta da Paolo Barilla e della Confagricoltura presieduta da Massimiliano Giansanti”.

"Hanno creato un’alleanza – ha detto il segretario generale di Coldiretti – di nome Mediterranea, un subdolo tentativo di espropriare un patrimonio millenario di qualità, storia e cultura come la dieta mediterranea a opera dei giganti del cibo spazzatura, che sostengono il Nutriscore e promuovono i cibi prodotti in laboratorio insieme a gruppi industriali condannati per l’attuazione di pratiche sleali nei confronti degli agricoltori. Noi non permetteremo ai giganti del cibo omologato di depredare i nostri valori e di svendere il migliore modello alimentare del mondo”.

Sul palco sono saliti anche il presidente della Regione Stefano Bonacci e l’assessore all’agricoltura, Alessio Mammi. “Riconosciamo la validità delle vostre istanze - ha detto Mammi - e per questo ci siamo impegnati a recepire la vostra richiesta di adozione di un piano straordinario di gestione e contenimento della fauna selvatica”. "In questi anni di lavoro condiviso con Coldiretti abbiamo dimostrato la nostra attenzione al comparto agricolo il cui ruolo si dimostra ogni giorno di più determinante e strategico non solo per l’Emilia-Romagna, ma per tutto il Paese”, ha concluso Bonaccini

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Cinghiali, un flagello per le campagne": centinaia di agricoltori di Coldiretti Forlì-Cesena alla protesta a Bologna
CesenaToday è in caricamento