Chiusure domenicali dei negozi? Confcommercio cesenate: "Serve equilibrio"

Così il presidente Confcommercio cesenate Augusto Patrignani imposta la sua argomentazione sul tema del giorno

"Sulle chiusure domenicali dei negozi la posizione di Confcommercio cesenate è perfettamente allineata su quella chiara ed equilibrata della Confederazione nazionale espressa dal presidente Carlo Sangalli". Così il presidente Confcommercio cesenate Augusto Patrignani imposta la sua argomentazione sul tema del giorno. "Confcommercio - afferma Patrignani - ha chiesto un urgente con il governo per approfondire le tante ipotesi che in questi giorni stanno circolando, sulla proposta delle chiusure  domenicali dei negozi. La nostra associazione ritiene che sia possibile individuare un punto di equilibrio tra le esigenze dei consumatori, la libertà delle scelte d'impresa e la giusta tutela della qualità della vita di chi opera nel commercio. Un punto di equilibrio particolarmente importante per il modello italiano e territoriale di pluralismo distributivo caratterizzato da una vitale compresenza di piccole, medie e grandi superfici di vendita, come avviene anche nel nostro territorio cesenate e provinciale".

"Su queste problematiche - aggiunge il presidente Patrignani - non serve l'ideologia, ma il compromesso inteso nel senso virtuoso della capacità di far conciliare le esigenze che deve appartenere alla buona politica. L'Ufficio studi di Confcommercio sta nel frattempo facendo le valutazioni dell'impatto che potrebbe avere il provvedimento per quel che concerne i posti di lavoro soprattutto nella grande distribuzione. Di certo a partire dalla riforma Bersani del 1998 il commercio è stato il settore che si è più intensamente misurato con le liberalizzazioni, fra trasformazioni profonde e costi sociali elevati. Ma il modello italiano di pluralismo distributivo resta valido. La soluzione migliore per soddisfare le esigenze di consumatori e negozianti è costruire un punto di equilibrio individuato con un ragionamento sul calendario delle feste civili e religiose, ma non esiste un numero magico di aperture festive all'anno, quel che conta è l 'intenzione di trovare tutti insieme la risposta e su questo il nostro presidente confederale Sangalli è stato molto chiaro dicendo che Confcommercio, prima organizzazione del paese di commercio, turismo e terziario, come sempre, è aperta al confronto".

"Quanto al fatto se si debba riaffidare a Comuni e Regioni il compito di stabilire il calendario delle aperture dei negozi - prosegue Patrignani -. Confcommercio ritiene che sarebbe forse più utile affidare loro compiti diversi e più impegnativi come ad esempio la necessità di promuovere la rigenerazione urbana dei centri e delle periferie, unitamente a quella di mantenere e valorizzare il pluralismo distributivo" "Giova anche, in termini di approfondimento del problema - osserva il presidente Patrignani -  tener conto di quelle che avviene negli altri Paesi europei. Un quadro assai eterogeneo, in Europa, il modello di regolamentazione degli orari lavorativi e delle aperture domenicali dei negozi. In 16 dei 27 Stati membri dell'Unione europea non è presente alcuna limitazione di orario o apertura domenicale. L'Italia appartiene al gruppo dei paesi con una disciplina maggiormente concorrenziale, ma certamente non costituisce un'eccezione nel panorama Ue, che ci vede al fianco di Stati quali Danimarca, Finlandia e Svezia".


 

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