Convention delle Camere di commercio, da Cesenatico le proposte per il rilancio dell'economia

L’impatto che si determinerà sulla giustizia civile per effetto della reintroduzione della mediazione obbligatoria e la programmazione dei fondi europei a finalità strutturale 2014-2020. Sono due temi di forte attualità posti al centro della Convention delle Camere di commercio dell’Emilia-Romagna

L’impatto che si determinerà sulla giustizia civile per effetto della reintroduzione della mediazione obbligatoria e la programmazione dei fondi europei a finalità strutturale 2014-2020. Sono due temi di forte attualità posti al centro della Convention delle Camere di commercio dell’Emilia-Romagna che si è svolta a Cesenatico. La mediazione costituisce per imprese e cittadini un servizio rapido ed economicamente vantaggioso, con effetti di decongestionamento significativi rispetto al carico di lavoro dei Tribunali.

Per questo, Unioncamere ha appoggiato con convinzione la reintroduzione del tentativo di mediazione obbligatoria per un’ampia gamma di materie previsto dal “Decreto del fare” del Governo Letta; anche le associazioni di rappresentanza delle imprese hanno spinto in questa direzione. Secondo dati del Ministero di Giustizia, durante il primo periodo di circa 16 mesi di vigenza della mediazione obbligatoria, interrotto da una sentenza della Corte Costituzionale, in Emilia-Romagna si è concentrato il 6,8 per cento delle mediazioni complessivamente iscritte a livello nazionale.

Le Camere di commercio, che hanno raggiunto alti standard di efficacia evidenziati dall’elevato tasso di successo delle mediazioni, sono impegnate a potenziare in questi giorni un impegno che è di lunga data e hanno tratto utili indicazioni operative dal confronto sviluppatosi nella prima sessione della Convention. Nella seconda sessione della Convention la discussione si è focalizzata sul documento di analisi e proposte operative presentato dall’Unioncamere regionale ed articolato su alcuni dei principali Obiettivi Tematici fissati dalla nuova architettura dei fondi strutturali: internazionalizzazione, formazione-orientamento e mercato del lavoro, innovazione ed agenda digitale, competitività dei sistemi produttivi, accesso al credito e filiera della garanzia, inclusione sociale e legalità, ambiente.

L’attualità della programmazione dei fondi europei è attestata dalla necessità di pervenire in tempi contenuti a presentare a Bruxelles l’Accordo di partenariato, strumento previsto dalla Commissione per la strategia di impiego dei fondi nel periodo 2014-2020, che avrebbe dovuto inizialmente essere presentato il prossimo 15 ottobre, ma è rallentato dalle divergenze tra Ministeri e Regioni. I fondi europei costituiscono una grande opportunità di sviluppo. L’Italia, terzo paese destinatario delle risorse per la coesione, nel periodo di programmazione 2007-2013 risulta penultima in Europa per capacità di spesa delle risorse.

Una grande opportunità non sfruttata soprattutto nelle regioni del Sud (ad eccezione della Basilicata), mentre l’Emilia-Romagna è diventata il punto di riferimento, in virtù del primo posto tra le Regioni italiane per il tasso di impiego dei finanziamenti. Verso la direzione di un utilizzo integrato ed incisivo delle risorse europee, concentrando le risorse su selezionate priorità strategiche intende muoversi il sistema delle Camere di commercio dell’Emilia-Romagna che ha riscontrato nel Convention di Cesenatico segnali di convergenza da parte della Regione e del mondo associativo.

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“In questa ancora difficile fase congiunturale che vede l’Italia vicina all’inversione del ciclo negativo, ma non ancora agganciata ai recenti segnali di ripresa del Pil delle altre nazioni europee – afferma il presidente di Unioncamere Emilia-Romagna, Carlo Alberto Roncarati – la necessità di far partire senza indugi il nuovo ciclo di utilizzo dei fondi europei è ancora più pressante. Avendo la Regione già impegnato e ampiamente utilizzato le risorse dei POR FESR ed FSE 2007-2013, va evitata la discontinuità dei finanziamenti del prossimo settennio. Abbiamo presentato il documento di proposte approvato dalla Giunta come contributo del sistema camerale al percorso di consultazione del partenariato (POR PER FARE) avviato dalla Regione in vista della definizione del Documento Strategico Unitario per la programmazione dei fondi europei strutturali. Le risorse comunitarie vanno utilizzate per interventi idonei a produrre valore aggiunto per le imprese, con un impatto significativo in termini di crescita ed occupazione”.

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