Start up, provincia in continuo fermento. Lucchi annuncia: "Allargheremo Cesenalab"

La provincia di Forlì-Cesena guida la classifica regionale per il maggior numero di start up innovative (spesso fondate da giovani), 25 delle quali sono "made in Cesena"

L'amministrazione comunale di Cesena, in accordo con le associazioni d'impresa, sta studiando novità per lo sviluppo di start-up. La provincia di Forlì-Cesena guida la classifica regionale per il maggior numero di start up innovative (spesso fondate da giovani), 25 delle quali sono "made in Cesena". Le residue 34 trovano principalmente sede a Forlì (18), Cesenatico (5) e Savignano (4). "Un dato estremamente positivo - commentano il sindaco di Cesena Paolo Lucchi, gli assessori Francesca Lucchi e Lorenzo Zammarchi - che dimostra come il nostro territorio sia ormai indirizzato prepotentemente non solo a consolidare settori economici storici come quello agroalimentare o quello del benessere, ma anche a intercettare nuove tipologie di business. Anzi, proprio l'integrazione tra i settori economicamente più maturi e la loro necessità di innovazione, sta favorendo la rapida incubazione di start up  lanciate da giovani spesso formatisi nelle nostre facoltà universitarie. Ed anche le iniziative intraprese dall'Amministrazione comunale in rapporto con l'Università e le Associazioni d'impresa (Cesenalab, i bandi a sostegno delle nuove imprese, il rafforzamento continuo del rapporto con l'università, linfa vitale di nuove professionalità e di trasferimento tecnologico, sempre più al centro dell'attenzione delle imprese che lavorano seguendo i le linee dell'industria 4.0.) certamente hanno garantito ulteriori spazi d'azione a chi intende investire su di un'innovazione che sta rivoluzionando le nostre abitudini, oltre a cambiare profondamente i processi produttivi".

Aster, il consorzio pubblico-privato dell’Emilia Romagna per la ricerca e sviluppo e per il trasferimento tecnologico, ha fotografato la situazione nazionale. Una mappa completa, suddivisa per Regione e Provincia, che consente di conoscere, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, grazie a dati sempre aggiornati, cosa si muove nel mondo della nuova imprenditoria che scommette sulle avanguardie tecnologiche. Natura giuridica, fatturato, numero di addetti, investimento in ricerca e sviluppo, settore di attività sono solo alcuni esempi. Il Paese è in continuo fermento, con Lombardia ed Emilia Romagna sugli scudi, seguite dal Lazio. Il primato del numero di start up spetta alla Lombardia (dove se ne contano 1.127), ma sul podio ci sono anche Emilia-Romagna (al secondo posto con 577) e Lazio (502). Anche le Regioni del Sud, però, sono in corsa: 309 in Campania, 246 in Sicilia, 200 in Puglia. 

"Quelli diffusi da Aster sono dati importanti e non vanno letti semplicemente constatando che qui da noi tanti giovani riescono più facilmente coltivare il proprio sogno d'impresa - commentano gli amministratori -. Sarebbe sbagliato cullarsi sugli allori e non pensare, invece, di rafforzare questo processo virtuoso. Infatti l'evoluzione dei mercati richiederà un continuo incremento di sistemi all'avanguardia sia in termini tecnici sia in termini tecnologici e noi dobbiamo far trovare pronta la nostra città, interpretando il tutto in una logica di sostegno ad un sistema imprenditoriale che, è inutile negarlo, sta ancora molto soffrendo gli effetti negativi di questa infinita crisi economica. Per questo, già nelle prossime settimane, dopo un ampio e doveroso confronto con le nostre associazioni d'impresa, accelereremo i processi di innovazione economica già in atto. Partendo dagli impegni presi dal Consiglio comunale con il "Piano di mandato 2014/2019", infatti, allargheremo la base di confronto ed operatività di Cesenalab; aggiorneremo i bandi di sostegno alle neo imprese, inserendo elementi premianti per quelle che sapranno partire con solide basi di analisi economica preventiva; daremo vita alla "Consulta per l'economia ed il lavoro". Perché Cesena nel prossimo futuro non potrà limitarsi ad essere la culla di tante start up innovative, ma dovrà sempre di più di essere anche la culla di un sistema d'impresa pronto a ripartire ed in grado di produrre opportunità di lavoro per i tanti che, purtroppo, in questi anni lavoro e tranquillità familiare spesso li hanno persi".

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