Il Macfrut 2015 passa a Rimini, c'è il via libera dei soci di Cesena Fiera

L'Assemblea dei soci di Cesena Fiera ha dato il via libera ai progetti di sviluppo per fare di Macfrut una fiera sempre più internazionale e di business

L’Assemblea dei soci di Cesena Fiera ha dato il via libera ai progetti di sviluppo per fare di Macfrut una fiera sempre più internazionale e di business. Si tratta dell’ultimo tassello istituzionale di un percorso che in questi mesi ha messo a confronto, in più sedi, mondo politico, organizzazioni di categoria, mondo imprenditoriale, semplici cittadini. Un lungo dibattito con al centro un obiettivo: rilanciare la kermesse dell’ortofrutta, oggi davanti a uno scenario contrassegnato da nuovi competitor su scala nazionale.
 
All’Assemblea dei soci erano presenti il Comune di Cesena (Paolo Lucchi), Camera di Commercio di Forlì Cesena (Alberto Zambianchi), Fiera di Forlì (Guido Sassi), Unindustria Forlì-Cesena (Massimo Balzani), Confartigianato Cesena (Stefano Bernacci), Cna Forlì-Cesena (Franco Napolitano), Confcommercio Cesenate (Augusto Patrignani), Confesercenti Cesenate (Angelo Spanò). All’ordine del giorno la proposta di spostamento per un anno di Macfrut 2015 in Fiera a Rimini (23-25 settembre 2015). Il voto a favore dello spostamento a Rimini è stato pressoché unanime, con il solo voto contrario di Confcommercio Cesenate.
 
LE REAZIONI
Soddisfatti il sindaco Paolo Lucchi e il Presidente di Cesena Fiera Renzo Piraccini. “Le scelte fatte sono avvenute in un lavoro di squadra – afferma il Sindaco – risultato di un confronto serrato insieme alle organizzazioni imprenditoriali e alle singole imprese. Siamo già proiettati all’edizione 2015 che sarà di grandissimo livello. Ringrazio tutti coloro che si sono messi in gioco e hanno accettato la sfida di fare di Macfrut una vetrina dell’ortofrutta sempre più proiettata in ambito internazionale”. “La decisione presa quest’oggi dall’Assemblea dei soci più che un punto d’arrivo, rappresenta un punto di partenza della prossima edizione di Macfrut – afferma il Presidente Renzo Piraccini – Il confronto con le associazioni imprenditoriali e di categoria, e il lavoro fatto dal Comitato Macfrut ci hanno fornito utili indicazioni per fare di questa fiera un appuntamento sempre più di business rivolto all’innovazione, che nulla ha da temere nel confronto con altre rassegne di settore. Abbiamo preparato un progetto che prevede un forte sviluppo e che verrà formalmente presentato entro metà dicembre”.

Il pensiero di Corrado Augusto Patrignani, presidente Confcommercio cesenate  - "Macfrut Cesena International: questo è il progetto veramente ambito che una larghissima fetta di città e di imprenditori vorrebbe condurre in porto dopo la temporanea organizzazione di Macfrut 2015 a Rimini e Macfrut Cesena International è il progetto che Confcommercio fortemente caldeggia.      Confcommercio cesenate in questi due mesi si impegnata al massimo delle sue possibilità anche per promuovere momenti di confronto perché la scelta su Macfrut patrimonio di Cesena, dei suoi cittadini e delle imprese non passasse sopra la testa dei cesenati. Per noi  non è sufficiente l’obiettivo del nuovo progetto Macfrut International di mantenere in capo a Cesena Fiera la totale proprietà del Macfrut e di sviluppare indotto ed opportunità commerciali per le imprese del settore ortofrutticolo ed agroalimentare cesenati, per le quali la manifestazione fu ideata. Anche perché ci si deve spiegare come è possibile sviluppare un indotto su qualcosa che non c'è più. Può anche essere accettato un percorso che, in via sperimentale, per il 2015, collochi la Fiera in un ambito diverso da quello dei padiglioni di Pievesestina, ritenendo che, in una logica di area vasta romagnola, l’area fieristica di Rimini rappresenti il miglior mix di competitività dei servizi offerti, raggiungibilità, capacità organizzativa. Ma a patto che, di pari passo, si ragioni e si operi da subito su come promuovere la fiera nel 2016 restituendola alla sua città identitaria attraverso gli investimenti necessari nel padiglione fieristico.   La stessa rediviva 'Una sole voce per l'economia' ha messo in luce che, per gli anni dopo il 2015 e per le ulteriori iniziative da intraprendere per Macfrut in termini di sviluppo, ogni azione debba essere rinviata a maggiori approfondimenti sulla base di una pianificazione dell’intera proposta fieristica.  Su quest'ultimo aspetto concordiamo, ma come Confcommercio rimarchiamo che muovendosi fin da ora, attrezzandosi e pianificandosi con gli opportuni investimenti da privilegiare rispetto ad altri meno prioritari che l'amministrazione comunale ha messo ha bilancio e che quindi vanno distratti per indirizzarli a Macfrut Cesena International, si può progettare un allestimento in grande stile di Macfrut nella sua città d'elezione riassegnandole quel ruolo riconosciuto di capitale dell'ortofrutta che senza l'importante rassegna internazionale viene a decadere, a causa della  perdita della sua vetrina più prestigiosa".

Le parole di Marco Casali (Forza Italia) -  "Dopo tante discussioni, dopo tanta politica, dopo tanti interventi sulla stampa, il dato è tratto: il Macfrut se ne va dalla nostra città. Trentuno anni di storia, poi basta un consiglio di amministrazione, qualche discussione più o meno pittoresca in Consiglio Comunale e la decisione è presa. Rammarico per chi si è opposto, sconfitta per Cesena. Non teniamo il passo, è inutile nasconderlo, come città non progrediamo. Siamo costretti ad abdicare, ad annullarci, ad integrarci; in poche parole ci stiamo perdendo. E’ stata, la nostra, una battaglia di orgoglio che sottendente ad un ragionamento più ampio: valorizzare le territorialità e le vocazionalità, nel Macfrut se del caso, ma anche in tutti gli altri temi cogenti. E’ questo quello che manca, nell’attuale politica di area vasta. Già il termine incute paura, definizione amorfa appositamente creata per permettere al centro decisionale di fare il bello e il cattivo tempo. Non vogliamo confonderci, non vogliamo omologarci, vogliamo liberare quella vitalità genica che il nostro territorio ha saputo esprimere nel corso degli anni. Avevamo due strade da intraprendere: impegnarci a fondo, con investimenti materiali e immateriali per far permanere questa manifestazione a Cesena, o gettare la spugna. Si è scelta la strada più corta, quella più semplice in una sorta di buona pratica di decadentismo. Ci rimane poco ora in questa città. Una squadra di calcio che ci onora ad anni alterni su scala nazionale, qualche impresa di tutto rispetto sul panorama mondiale e una amministrazione arida, oserei dire carsica, che inghiotte uno ad uno le nostre peculiarità. Il Prof. Foschi di Borghi, noto fitoiatra, il Prof. Tonini che tanto ha lavorato sulla frigoconservazione, il Prof. Sansavini che curava la migliore tecnica del frutteto, il Prof. Pasquali, genetista agrario di fama mondiale. Tutta gente del nostro territorio che ha lavorato per quegli agricoltori e per le loro famiglie. Tutta gente, di primo livello, che si è spesa per portare Cesena in primo piano, con il Macfrut a farci da vetrina nel mondo. Loro ci sono riusciti, per ora noi abbiamo gettato solo la spugna".

Il Movimento 5 Stelle - "E ora grazie al Sindaco Lucchi, e ai suoi predecessori, un altro frutto delle capacità dei Cesenati  lascia la nostra città.  Così come è già accaduto per il Tribunale e il Giudice di Pace, la Presidenza e la sede della Provincia, e tante altre vicende e situazioni importanti. Continua lo spoglio continuo e il declino di quel che rimane della nostra bella città, da parte del Sindaco che nessuno vuole, ma che tutti votano. Cosi come era già successo per il Foro Annonario, depredato della sua storia e annichilito nelle vesti e nelle forme di un anonimo centro commerciale, per la Biblioteca Malatestiana, ristrutturata con una spesa di 8 milioni per essere in grado di ospitare compleanni e vernissage, per il centro storico di Cesena, trasformato in quartiere dormitorio di extracomunitari e di sagre paesane modello Oktoberfest, il nostro Sindaco Fotobomber colpisce ancora. Abbiamo un eccellenza a Cesena? Via! Seguendo il modello di Area vasta il Sindaco Lucchi sta riuscendo nell'impresa di smembrare la storia di questa Città e di sparpagliarne i pezzi per la Romagna. Il Comune di Cesena, quale maggiore e principale azionista dell'Ente Cesena Fiera Spa con il 71% delle quote, ha in assoluto quasi tutte le responsabilità. Il Comune di Cesena, nella figura del suo Sindaco, ha preso la decisione del suo trasferimento, da quando ha rimosso il Presidente Scarpellini, contrario allo spostamento del MacFrut, con il più morbido e ossequioso Piraccini, vero e proprio esecutore della volontà del Sindaco. Il Comune di Cesena, nei panni del Sindaco, ha la responsabilità di NON aver investito negli anni per rendere la Fiera di Cesena all'altezza del futuro scenario competitivo che si sarebbe prospettato, permettendo ad altre strutture, maggiormente innovative, di competere ed intaccare il prestigio di MacFrut che, vogliamo ricordarlo, è l'unica fiera al mondo sull'ortofrutta che raccolga in sé tutta la filiera produttiva. Noi del Movimento 5 Stelle ci siamo opposti a questo scempio della città di Cesena e ci opporremo ancora, più forte se necessario! E difenderemo con forza il mantenimento di Macfrut in Romagna! L'unico piccolo risultato che siamo riusciti ad ottenere con le nostre attività d’informazione e denuncia dell’operato del Sindaco è che la Fiera non finisse a Bologna, dov'era destinata, ma rimanesse, almeno per ora, in Romagna. Una piccola, anche se futile, medaglia che ci appuntiamo sul petto e che ci da più forza e ci incoraggia per le prossime iniziative che ci troveremo a sostenere in difesa di Cesena, dei suoi giovani, dei suoi lavoratori, delle sue piccole imprese, per la salute e per il benessere di tutti i cittadini".

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