Oltre 90mila persone al Festival Internazionale del cibo di strada

Difficile stimare con precisione le presenze dei visitatori nelle tre giornate del Festival svoltosi il 5, 6 e 7 ottobre a Cesena ma si ritiene di aver superato i 90.000 visitatori.

“Più di un grande successo per la settima edizione del Festival Internazionale del Cibo di Strada. Difficile stimare con precisione le presenze dei visitatori nelle tre giornate del Festival svoltosi il 5, 6 e 7 ottobre a Cesena ma riteniamo di aver superato i 90.000 visitatori". Così Graziano Gozi, direttore Confesercenti Cesenate, che ha evidenziato come la "stagione mite ha favorito il notevole afflusso alla manifestazione, seguito con attenzione dalle maggiori testate giornalistiche e televisive nazionali".

"Numerosissimi i turisti che hanno scelto di soggiornare a Cesena nel fine settimana - prosegue Gozi -. Poco meno di 200 i camper nell’area ippodromo ed alberghi quasi esauriti in tutta la città. Dell’affluenza oltre le aspettative hanno beneficiato anche i pubblici esercizi di tutto il centro, a testimonianza di un’iniziativa con e per la città. L’abbinamento con la proposta del Comune di Cesena, “Artisti in strada”, si è rivelata azzeccatissima. Cibo, arte e cultura (rilevante è stato l’allaccio di quest’anno del Festival con l’Università di Bologna che ha curato il progetto europeo “Basefood” sugli alimenti tradizionale del Mar Nero) hanno fatto trascorrere a migliaia di persone un gradevole fine settimana diffuso in tutto il centro storico".

"L’enorme partecipazione ha portato anche a constatare alcune difficoltà organizzative, su cui riteniamo giusto cercare di intervenire per migliorare ulteriormente la manifestazione - continua il direttore di Confesercenti Cesenate -. La prima è la lunga fila alle casse; di questo ci scusiamo con tutti e garantiremo un potenziamento del servizio per le prossime occasioni. I visitatori provenienti da altre città hanno anche richiesto una maggiore segnaletica per comprendere l’ubicazione del Festival e dei parcheggi a servizio della stessa. Anche in questo caso dobbiamo attrezzarci per rendere più efficace il nostro servizio e la nostra comunicazione".

Per Gozi "un aspetto molto importante riguarda lo spazio, rivelatosi insufficiente a contenere la massa delle persone che hanno partecipato così come insufficienti erano i punti di appoggio per consumare cibi e bevande. La nostra convinzione è che il Festival dovrà continuare ad essere in centro storico, di conseguenza si riducono notevolmente le alternative a Piazza della Libertà. Per il 2013 si renderà necessario uno spostamento a causa dei lavori di riqualificazione della Piazza, per cui dovremo ragionare con l’Amministrazione comunale dello spazio idoneo per il prossimo anno e della collocazione più definitiva per il futuro".

"Per entrare nel merito dell’andamento di questa edizione del Festival, abbiamo raccolto tantissimi pareri positivi circa la qualità delle proposte che hanno fatto tutte le delegazioni - evidenzia Gozi -. È questa una prerogativa che distingue la nostra manifestazione, tesa a ricercare la qualità dei prodotti ed a scegliere accuratamente i ristoratori e gli operatori partecipanti al Festival. Sono stati serviti oltre 70.000 piatti, un vero e proprio record rispetto alle precedenti edizioni. I più richiesti sono stati i burrito messicani, i churrasco de angus argentini, il biryani indiano, i shashlik russi, il cous cous marocchino, i falafel del Kurdistan, il gyros pita greco, le empanadas peruviane, i mici rumeni, i choux provenzali, le arepa venezuelane. Grande successo anche per le specialità italiane, dal pani ca meusa, al polpo bollito e ai cannoli siciliani, alle bombette, ai panzerotti e alle frittelle pugliesi, ai wurstel di Merano, al fritto di strada e la vera pizza napoletana, al panino con il lampredotto fiorentino, fino ai cibi di strada emiliano romagnoli come la torta fritta e il pesto di cavallo, le tigelle e i borlenghi, il pesce fritto al cono, i tortelli alla lastra e i zambudelli, la piadina con lo squacquerone e i gusun fret. E poi il gelato della Centrale del Latte di Cesena e il caffè, senza contare i diversi tipi di birra e di vini provenienti da tutti i paesi partecipanti".

"Altre curiosità stimolanti riguardano l’interesse riscontrato attraverso il sito www.cibodistrada.com e il profilo facebook del Festival. Il sito ha ricevuto oltre 7.000 contatti in soli tre giorni, e oltre 60.000 visualizzazioni da quando è stato attivato, alla fine di agosto. Il maggior interesse è dalla provincia di Bologna, seguita da quella di Milano mentre la provincia di Forlì-Cesena è al quinto posto, dopo Roma. Il 3% dei visitatori del sito è fuori dai confini nazionali - chiosa Gozi -, con primato per gli Stati Uniti. Il grande successo di questa edizione del Festival conferma come si tratti del più rilevante evento turistico a valenza non solo locale. Un magnete in grado di attrarre visitatori da tutt’Italia per gustare i migliori cibi di qualità, in un questo incontro di culture nel contesto della nostra città, palcoscenico naturale che abbiamo scelto sin dalla prima edizione. E questo anche grazie ai tantissimi commercianti che domenica pomeriggio hanno tenuto aperte le proprie attività, favorendo così la fruibilità piena della città”.

Già da lunedì mattina abbiamo è stato avviato il confronto con l’amministrazione comunale di Cesena.  “Ci aspettavamo un grande afflusso, ma la realtà ha superato ogni previsione, come ha potuto constatare chi si sia trovato sabato sera nel centro di Cesena - ha evidenziato il sindaco Paolo Lucchi -. Strade e piazze erano animate da migliaia di persone, intente a degustare le proposte del Festival del Cibo di Strada, a seguire le performance degli artisti di strada, a passeggiare per la città. Lo splendido successo ottenuto da queste iniziative ci offre alcuni importanti spunti di riflessione. In primo luogo, ci conferma che quando si organizzano manifestazioni di qualità e dotate di un’anima (cioè con motivazioni forti, come quelle che contraddistinguono il Festival del cibo di strada, nato da una felice intuizione legata alla piadina), il nostro centro storico ha una capacità di attrazione straordinaria, senza eguali in Romagna".

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"l nuovo ingrediente di quest’anno era rappresentato dalle esibizioni degli artisti di strada, e questa si è dimostrata una scelta convincente e vincente, perché ha favorito la socialità, l’intrattenimento, il piacere di incontrarsi, tutte istanze fortemente sentite, e che siamo riusciti a soddisfare pur riducendo molto sensibilmente i costi rispetto al passato - continua Lucchi -. Infine, mi pare importante sottolineare che il grande richiamo delle due manifestazioni ha determinato riflessi positivi per l’intero centro storico, compresi quei locali che, a prima vista, parrebbero in concorrenza con una manifestazione gastronomica. Non a caso sabato sera, sia i negozi che hanno scelto di restare aperti, sia i bar e i ristoranti, hanno lavorato moltissimo. Il bilancio, quindi, non può che essere positivo e proprio i risultati ottenuti quest’anno, con l’arrivo di un gran numero di persone da varie parti d’Italia, ci indicano la necessità di fare un ulteriore sforzo per migliorare la logistica e la segnaletica”.

Il Festival è stato organizzato da Confesercenti Cesenate, Slow Food Cesena e Conservatoire des Cuisines Méditerranéennes, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, del Comune di Cesena, dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia- Romagna, della Provincia e della Camera di Commercio di Forlì-Cesena, di Slow Food Italia ed Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Università di Bologna (relativamente al progetto europeo “Basefood”), il Touring Club Italiano, l’Associazione “Noi con Loro”, Zona A, Le Città I Mercati, Radio Bruno, Matilde Studio, la Fondazione Banca e la Cassa di Risparmio di Cesena, la Centrale del Latte di Cesena, Fattorie Malatestiane, Atr e Bia Cous Cous. Il Festival aiuta la sostenibilità ambientale grazie a Pieri Group ed Eco-Zema.

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