Elezioni, Confartigianato chiede una "Cesena più moderna e competitiva"

Confartigianato vorrebbe che il dibattito volasse alto per portare questa città e questo territorio alla quota che merita", osserva Stefano Bernacci, segretario dell'associazione

"Quale ruolo e quale sviluppo per Cesena nel periodo non solo breve di una legislatura ma dei prossimi 15-20 anni?". E' quanto si chiede Stefano Bernacci, segretario Confartigianato Cesena, secondo il quale "candidati e liste, in vista delle vicine amministrative ormai imminenti, debbono esercitarsi già da ora a fornire ragguagli chiari sui programmi e sui progetti per la città che deve venire".

"Progetti e programmi non di piccolo cabotaggio, auspica Confartigianato, con il confronto che stagni ancora una volta come più volte è avvenuto in passato solo su sosta, parcheggi, traffico e fisco, questione importanti - non c'è dubbio - ma non certo esaustive, anzi riduttive rispetto al vero nodo della questione", aggiunge Bernacci, che chiede di "sviscerare quali sono le scelte e i percorsi vincenti per rendere in prospettiva Cesena più moderna e competitiva a vantaggio di imprese e cittadini, con tutti i necessari step richiesti".

"Lo scenario, naturalmente, è quello di una crisi che continua ad essere drammatica per le piccole imprese che operano nel mercato interno e che continuano a dare le maggiori opportunità dal punto di vista occupazionale alla nostra cittadinanza - osserva il segretario dell'associazione di categoria -. Va meglio per chi esposta, ma si tratta mediamente di due aziende provinciali su 100, una nicchia purtroppo".

"Ancor più in queste precarissime condizioni serve un progetto di città e di territorio in cui vengano declinati alcuni percorsi, in un'ottica sperabilmente di Area Vasta con gli altri comuni romagnoli - prosegue Bernacci -. A maggior ragione, allora, serve acquisire un legame comprensoriale finora insufficiente, con Cesena che nei fatti funga veramente da comune capoluogo in modo da evitare divisioni e scollamenti tanto più ora che si avvicina la fine della Provincia come ente di programmazione e governo. Non stiamo parlando di barbosi massimi sistemi: l'assetto territoriale può essere una bomba ad orologeria e va tenuto in gran conto nelle politiche prossime venture dei nostri amministratori".

"L'altra grande questione di fondo - illustra Bernacci - riguarda la vocazione di questo territorio nel futuro che si apre e della ricerca di progetti veramente identitari che aggreghino gli attori economici, finanziari e istituzionali e fra questi gli  istituti di credito al centro di un forte processo di trasformazione  che rischia di snaturare la fondamentale funzione di banche prevalentemente territoriali che hanno svolto e continuano a svolgere una funzione insostituibile per il sostegno allo sviluppo locale".

"Non è questa la sede per addentrarsi nei percorsi che andranno sviscerati ad uno ad uno, ma certe sfide per gli amministratori paiono improcrastinabili: quella di un progetto strategico di trasformazione in smart city, di una innovativa qualificazione della città e del suo centro, della città a burocrazia zero, di come i Comuni possono meglio sostenere il lavoro, posto che non è compito loro prioritario. Sono solo alcune sollecitazioni su cui ritornare", chiarisce.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"In passato le grandi sfide della modernità erano principalmente legate alla realizzazione di infrastrutture materiali ora riguardano il software relazionale, le persone, la competizione fra sistemi, la valorizzazione delle reti. Il mondo è cambiato e progettare una città richiede un bagaglio di progettualità innovativo e slegato alle logiche estemporanee del giorno per giorno e di una discussione politica legata esclusivamente al contingente e magari all'occupazione quotidiana di spazi sugli organi d'informazione senza che le argomentazioni abbiano la capacità di trasformarsi in soluzioni capaci di incidere realmente nella vita dei cittadini. Ecco, Confartigianato vorrebbe che il dibattito volasse alto per portare questa città e questo territorio alla quota che merita", conclude.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • La palestra sfida il Dpcm: "Resto aperto, i clienti sono venuti ai corsi come un normale lunedì"

  • Coronavirus, stabile la curva dei contagi. Cinque i positivi nelle scuole

  • Nuovo dpcm, è un mini lockdown: ristoranti chiusi alle 18. Stop per cinema, palestre e teatri

  • La Polizia chiude e multa la palestra 'disobbediente'. "Ho ricevuto anche minacce di morte"

  • Coronavirus, impennata di contagi nelle ultime 24 ore: la provincia tocca quota 100

  • "Qui si cena anche, la stanza la offro io", il ristoratore cesenate 'aggira' il Dpcm

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
CesenaToday è in caricamento