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Concluse le celebrazioni del 70esimo di nascita di Confcommercio

La manifestazione nazionale di chiusura al teatro Fenice di Venezia è stata un’occasione propria per ragionare sul ruolo di una moderna organizzazione di rappresentanza imprenditoriale.

Si sono concluse nei giorni scorsi le celebrazioni per il settantesimo di fondazione di Confcommercio avviate nel 2015 e che hanno coinvolto anche l’associazione cesenate che cominciò a radicarsi a Cesena  nell’immediato dopoguerra. La manifestazione nazionale di chiusura al teatro Fenice di Venezia, presieduta dal presidente nazionale Carlo Sangalli, e ripresa a livello territoriale dove Confcommercio conta 2.200 imprese, è stata un’occasione propria per ragionare sul ruolo di una moderna organizzazione di rappresentanza imprenditoriale.

"La nostra sfida per gli anni a venire è di offrire un contributo per rendere più produttiva l'impresa del terziario di mercato, quale che sia la sua dimensione - afferma il presidente Corrado Augusto Patrignani -. Dobbiamo e vogliamo contribuire a creare un contesto di mercato adatto a sviluppare efficacia ed efficienza delle nostre aziende; capire le esigenze dei nostri imprenditori, anticiparne le difficoltà, supportarli nelle loro strategie. Senza un terziario più produttivo sarà difficile creare nuova ricchezza, nuovo benessere, nuove forme di solidarietà sostenibili e durature. I corpi intermedi non debbono essere bypassati da chi amministra perché il dialogo con le parti sociali aiuta il Governo e gli amministratori di ogni livello, anche locali, a comprendere le ragioni delle imprese, a prendere le decisioni migliori, dentro il presente, guardando al domani. Il dialogo con i corpi intermedi coinvolge le forze produttive, crea consapevolezza sugli obiettivi, fa emergere in modo trasparente le diversità di vedute, riduce i conflitti, crea condivisione e rafforza la coesione sociale. Il ruolo delle rappresentanze d'impresa nel tempo è cambiato e il nostro obiettivo e la nostra ambizione rimangono, pertanto, quelli di proseguire nella modernizzazione della rappresentanza".

"La aspettativa di Confcommercio è che il 2016 segni finalmente l'avvio di una crescita robusta e duratura - aggiunge -. Oggi si intravedono alcuni segnali di ripresa della nostra economia che vanno sostenuti da parte dell'Esecutivo soprattutto attraverso il taglio delle tasse sulle famiglie e le imprese, destinando da subito alla riduzione delle aliquote Irpef tutte le risorse derivanti dall'abbattimento di sprechi e inefficienze nella spesa pubblica e dal recupero di evasione ed elusione fiscale. Meno sprechi pubblici e meno tasse resta, infatti, l'unica strada per un Paese più dinamico e più equo. I nostri imprenditori chiedono di competere ad armi pari, perché non c'è concorrenza quando le inefficienze e i deficit strutturali del nostro sistema-paese diventano un costo aggiuntivo per le aziende in termini di eccessivi adempimenti amministrativi, insostenibile peso fiscale, politiche insufficienti per istruzione e formazione del capitale umano, mancanza di coordinamento e sviluppo per le moderne reti di comunicazione e dei trasporti. Così come non c'è concorrenza quando chi opera nell'illegalità erode ancora tanta parte della ricchezza nazionale con attività che non sottostanno a nessuna regola, se non a quella del più scaltro. Il terziario vale oggi oltre il 40% del Pil e dell’occupazione e merita risposte serie da chi amministra".

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