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Il caseificio Pascoli ha festeggiato i suoi 50 anni di attività a Villa Torlonia

Tra le numerose iniziative che il caseificio Pascoli ha organizzato per celebrare i suoi primi cinquant'anni di attività quest'anno anche la festa del 50° che martedì sera si è svolta in un clima conviviale a Villa Torlonia di San Mauro Pascoli.

Tra le numerose iniziative che il caseificio Pascoli ha organizzato per celebrare i suoi primi cinquant’anni di attività quest’anno anche la festa del 50° che martedì sera si è svolta in un clima conviviale a Villa Torlonia di San Mauro Pascoli. Ad accogliere gli ospiti l’aperitivo servito in concomitanza alla dimostrazione in diretta, della filatura di mozzarella di bufala effettuata da due casari esperti, svoltasi sotto il portico dell’antica villa.

A seguire la presentazione del libro “Caseificio Pascoli, formaggi di famiglia” dedicato al lavoro artigiano, al territorio romagnolo e a quest’azienda che produce ancora i suoi formaggi come un tempo. Il libro è curato da Annalisa Raduano (Il Vicolo Editore, Cesena, pagg. 128, 2014) nipote del fondatore dell’azienda Michelino Raduano. Quest’ultimo, nel 1964, con Otello Magalotti, fondò il caseificio a Savignano sul Rubicone.

All’inizio, in memoria dell’origine pugliese di Michelino, il caseificio produceva ricotta e mozzarella per le pizzerie della riviera e non a caso la dimostrazione di ieri sera aveva l’obiettivo di riportare il pubblico di clienti e amici, all’inizio di questo viaggio e ricordare insieme, da dove si “è partiti”. Poi quando il figlio Luciano (patron dell’azienda) prese le redini del caseificio, dalla quale nel frattempo Magalotti si è separato, la svolta, con il ritorno alla tradizione casearia romagnola, cambiamento favorito dalla moglie Marinella – dal 2010 presidente della società – e dalla figlia Annalisa.

E seguendo la passione artigiana, entrano in assortimento già 20 anni fa, prodotti della tradizione: il formaggio di fossa Dop, il pecorino al sangiovese di Bertinoro o quello all’albana di Romagna, il bazòtt, il raveggiolo, le caciotte e soprattutto lo squacquerone di Romagna DOP.

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