Caro rifiuti, "primatisti in Europa. Le imprese pagano troppo"

In Italia l’indice della raccolta dei rifiuti cresce del 13,6%, un tasso più che doppio rispetto al 6,4% dell’Eurozona

"Abbassare la tariffa rifiuti perché le imprese pagano troppo rispetto allo smaltito e arrivare più in fretta possibile alla tariffa puntuale commisurata alla reale entità dei rifiuti prodotti". Sono le richieste salienti che Confartigianato Federimpresa Cesena torna ad avanzare a Atersir, l’ente regionale decisionale, e ai Comuni, in attesa della comunicazione delle tariffe per il 2018. "Un’interessante analisi contestualizza la problematica in un contesto europeo e che dà ulteriore peso alla nostra posizione che non è di parte, ma ispirata all’equità - illustrano dal gruppo di presidenza dell'associazione di categoria -. L’analisi degli indici dei prezzi al consumo evidenzia che in Italia, nell’arco degli ultimi cinque anni (ottobre 2012-ottobre 2017) a fronte di una inflazione del 2,2%, l’indice della raccolta dei rifiuti cresce del 13,6%, un tasso più che doppio rispetto al 6,4% dell’Eurozona".

"Nei cinque anni in esame l’aumento del costo del servizio in Italia è il maggiore tra i principali paesi europei: la Francia segna, infatti, un aumento del 10,7%, la Spagna del 4,1% mentre il costo in Germania risulta sostanzialmente stabile (+0,1%).  Nell’ultimo anno in Italia il prezzo della raccolta rifiuti si stabilizza (+0,1%), 1 punto percentuale in meno dell’inflazione (1,1%) - viene rimarcato -. Il trend di crescita del prelievo per la gestione rifiuti si concretizza in un contesto che vede una riduzione della produzione di rifiuti: nell’arco del quinquennio 2011-2016 la produzione di rifiuti urbani diminuisce del 5,2%". L’analisi dei dati Ispra basati sulle dichiarazioni Mud di un campione di comuni che rappresenta i tre quarti (75,4%) della popolazione, in Italia il costo pro capite per la gestione del servizio di igiene urbana è pari a 167,74 euro pro capite l’anno, a cui fanno fronte proventi da tassa e/o tariffa per 165,95 euro pro capite l’anno con una copertura dei costi quasi completa (98,9%).

"In media i proventi pro capite del servizio di igiene urbana pesano per lo 0,61% sul Pil pro capite) - fotografa Confartigianato -. In termini assoluti i proventi pro capite da tassa e/o tariffa pagati per il servizio di igiene urbana in dodici regioni sono superiori alla media nazionale di 165,95 euro pro capite e in tre di queste di osservano valori superiori ai 200 euro: Liguria con 216,80 euro (30,6% sopra la media), Lazio con 213,50 euro (28,7% sopra la media) e Toscana con 208,05 euro (25,4% sopra la media). All’opposto i proventi pro capite minori sono quelli di: Friuli-Venezia Giulia (124,16 euro), Molise (125,98 euro), Trentino Alto Adige (129,40 euro), Lombardia (133,21 euro) e Veneto (133,62 euro). L’Emilia Romagna veleggia quindi a centro classifica, ma non è una consolazione".

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