Lunedì, 18 Ottobre 2021
Economia

Bonus 80 euro, la nuova fotografia: i cesenati preferiscono risparmiare per pagare le tasse

E' quanto emerge da un'indagine su 80 imprese commerciali cittadine che hanno tastato il polso ai clienti, effettuata dall'Osservatorio Confcommercio cesenate

Gli 80 euro del bonus governativo alle famiglie con redditi più bassi come si riflette sui consumi cesenati? Per il momento il miglioramento è lieve, quasi impercettibile, anche i primi veri effetti potrebbero vedersi in autunno e nelle spese natalizie incrementate. Uno dei problemi è costituito dall'incertezza sul quadro tributario nazionale e locale che induce ad accantonare risorse, anche derivanti dal bonus, per far fronte ai pagamenti.

E' quanto emerge da un'indagine su 80 imprese commerciali cittadine che hanno tastato il polso ai clienti, effettuata dall'Osservatorio Confcommercio cesenate, i cui risultati si intrecciano con quelli di un'indagine nazionale, che ha riguardato anche attività commerciali del territorio, sulla situazione del commercio. “Nel corso dell’ultimo anno anche nel nostro territorio – rimarca il direttore Confcommercio Giorgio Piastra - tutte le categorie e le funzioni di consumo sono state penalizzate e sottoposte a un’attenta revisione da parte delle famiglie".

"Le diminuzioni più sensibili hanno interessato i pasti in casa e fuori casa (-4,1%) ed in particolare l’alimentazione domestica (-4,6%), i viaggi e le vacanze (-3,8%) e la cura del sé e la salute (-3,5%), al cui interno si è registrata la netta flessione della spesa per abbigliamento e calzature (-6,3%) - illustra Piastra -. E’ evidente che l’ennesima riduzione della spesa pro capite reale per l’alimentazione domestica esprime il progressivo peggioramento del benessere fruito dalle famiglie. Nel 2014 la spesa per consumi delle famiglie dovrebbe mostrare una modesta ripresa, pari allo 0,2% in termini reali".

"Non si può quindi parlare di una inversione di marcia, ma solo di un affievolimento del  trend negativo - aggiunge il direttore di Confcommercio -. La ripresa dei consumi come indicatore di benessere economico è davvero tutta  da costruire. Riguardo alle prospettive a breve termine nel 2014 per gli apparecchi per la telefonia, e per gli elettrodomestici bruni si dovrebbe registrare qualche aumento dei volumi acquistati dalle famiglie. Tra le voci di spesa invece più contratte, dovrebbero risultare la spesa per i mezzi di trasporto, l’abbigliamento e le calzature e l’alimentazione domestica, anche se in misura più contenuta”.

“Quanto all'effetto degli 80 euro – rosegue Piastra – ha senza subbio migliorato il sentimento dei consumatori, stando a quello che emerge
dalla nostra indagine,  producendo però solo modesti effetti sui comportamenti di spesa tra aprile e luglio; la crescita di altre imposte come quelle immobiliari e la stessa incertezza su entità, tempi e modalità di pagamento dei tributi, costituiscono nuovi ostacoli a un pieno dispiegarsi dei potenziali effetti benefici della parziale riduzione del carico fiscale per un gruppo di contribuenti. La contrazione dei consumi dipende sì in buona parte dalla crisi, ma anche, e non in minima parte, da mancate risposte da parte di chi governa su fisco, burocrazia, valorizzazione delle rete distributiva nei centri storici e nelle periferie”.

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