Venerdì, 17 Settembre 2021
Economia

Trevi, 262 milioni di ricavi in meno: le difficoltà dell'Oil&Gas si fanno sentire sul bilancio 2016

Stabili i ricavi del settore fondazioni che salgono al 76% del totale rispetto al 60% del 2015, forti di nuovi importanti progetti, in particolare in Usa e Medio Oriente, che proseguiranno anche nel 2017.

Il consiglio di amministrazione di Trevi ha approvato il progetto di bilancio di esercizio e il consolidato al 31 dicembre scorso. A livello Consolidato l’esercizio 2016 ha evidenziato ricavi totali pari a 1080.5 milioni di euro, in riduzione rispetto ai 1342.3 milioni di Euro raggiunti nel 2015. La contrazione dei ricavi è legata alla debolezza del segmento Oil&Gas, che riduce il contributo al 24% rispetto al 40% dell’anno precedente in particolare a causa Drillmec. Stabili i ricavi del settore fondazioni che salgono al 76% del totale rispetto al 60% del 2015, forti di nuovi importanti progetti, in particolare in Usa e Medio Oriente, che proseguiranno anche nel 2017. 

"I risultati del 2016, seppure in chiaro scuro, confermano da una parte la solidità del settore fondazioni, dall’altra le ancor presenti difficoltà derivanti dal settore Oil & Gas - afferma l'amministratore delegato Stefano Trevisani -. In particolare Soilmec ha raggiunto buoni risultati e margini grazie al processo di ammodernamento della gamma prodotti, Trevi ha consolidato la propria leadership nei segmenti di riferimento quali dighe negli Stati Uniti e Iraq e nelle grandi opere infrastrutturali dedicate al trasporto di persone e merci. In crescita anche la nicchia relativa ai grattacieli abitativi e direzionali".

"Nel segmento Oil & Gas invece perdurano le difficoltà legate ai prezzi del petrolio e alla conseguente carenza di investimenti anche se non mancano piccoli, ma incoraggianti segnali di miglioramento - chiosa Trevisani -. Da parte nostra prosegue il percorso di rafforzamento della squadra manageriale dotandoci di profili di consolidata esperienza internazionale in grado di guidare il processo di turnaround che sta vivendo il Gruppo, ma soprattutto di impostare il percorso di rilancio del Gruppo stesso. Esprimo a nome di tutto il Gruppo un particolare apprezzamento e ringraziamento a Daniele Forti per la sua preziosa collaborazione durata più di 40anni e per l’impegno profuso nell’accompagnare la crescita del Gruppo".

L’Ebitda è pari a 75.6 milioni di euro (7% sui ricavi totali), registrando un miglioramento significativo rispetto a 8.9 milioni di eurodello scorso esercizio. L’Ebit raggiunge -39 milioni di euro, riducendo la perdita di -87.8 milioni di euro dell’anno precedete. 
Il risultato "ante imposte" e "ante risultato di terzi" è pari a -78.3 milioni di euro, rispetto ai -131.8 milioni di euro evidenziati nel 2015. Il risultato netto di gruppo è di -86.4 milioni euro a fronte dei -115,2 milioni dell'esercizio precedente. Il patrimonio netto tale si attesta a 577,4 milioni di euro, rispetto ai 564,9 milioni dello scorso esercizio. L'indebitamento finanziario netto è pari a 440,6 milioni di euro, rispetto al 31 dicembre 2015 in cui si attestava a 419,8 milioni.

"In relazione alle circostanze non ricorrenti sopra richiamate che hanno significativamente influenzato a livello di bilancio consolidato il risultato economico e finanziario del secondo semestre e dell’esercizio 2016 nell’insieme, il Gruppo non ha rispettato al 31 dicembre scorso uno dei covenants previsti dai contratti di finanziamento bancario e nello specifico il rapporto tra (Posizione Finanziaria Netta/Ebitda), nonché due dei covenants previsti dal regolamento del prestito obbligazionario di 50 milioni di euro e nello specifico il rapporto tra (Posizione Finanziaria Netta/Ebitda e Ebitda/Oneri finanziari netti) - viene chiarito -. Sono state ricevute delibere di waiver contrattuale da parte di tutti gli istituti di credito finanziatori e il consiglio di amministrazione, riunito in seduta straordinaria in data odierna, ha accertato la verificata condizione sospensiva apposta alla delibera dell’ Assemblea degli obbligazionisti e approvato la delibera dell’assemblea degli obbligazionisti".

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